B-Movies e Cinema Trash


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[News] Recensione de I Predatori di Atlantide

Al largo di Miami (Florida), la piattaforma oceanica "Echo 1" sta ultimando le operazioni di recupero di un sommergibile atomico sovietico affondato. Arriva a bordo della piattaforma anche la dottoressa Kathy Earls, esperta di linguaggi precolombiani, alla quale viene sottoposta in esame una tavoletta precolombiana rinvenuta durante le operazioni di recupero. Nel bel mezzo di queste operazioni i meccanismi della piattaforma oceanica fanno tilt e una gigantesca onda sommerge tutto. Vengono coinvolti in questa catastrofe anche due avventurieri, Mike e Washington che a bordo del loro yacht stanno raggiungendo il centro America. Lo yacht, fortunosamente ancora a galla, raccoglie a bordo alcuni naufraghi della piattaforma. Il gruppo così costituito, fa rotta verso la terra ferma dove però regna inaspettatamente morte e distruzione. La zona infatti è stata saccheggiata da una misteriosa banda di assassini e balordi capeggiati da un individuo che indossa un teschio di cristallo. Sparatorie e scontri violenti si susseguono senza sosta per la sopravvivenza, mentre in mare un'isola è misteriosamente emersa durante la tempesta...


La buona notizia è che, con un mese esatto di ritardo, il Drugo ha messo finalmente la sua recensione. Gliene siamo molto grati. "I Predatori di Atlantide" poi è un film che ci ha sempre entusiasmato, con quella sua trama sconsclusionata, quei suoi effetti speciali artigianali e quei suoi personaggi bizzarri, tra i quali spicca Washington/Mohamed. Questa è forse la pellicola più citata della storia del Club del Marcio, i cui membri sono noti per chiedere a Inshallà (un loro amico) di "portarli su", proprio come il suddetto Washington, almeno una volta al giorno.
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Per quanto riguarda il proseguimento, la prossima recensione sarà pubblicata entro il 30/7, da me, e una volta tanto dovrebbe (DOVREBBE) essere in orario. Non ho ancora deciso di cosa parlerò ma in ogni caso sarà un film assurdo! Il Drugo idealmente avrebbe ancora una recensione arretrata e adesso chiederò un po' meglio come e quando la vuole recuperare. In caso non voglia, verrà come già accennato lanciato con una catapulta.
Per chi fosse interessato alle nostre peripezie (e ho recentemente appreso che almeno una persona in effetti c'è): a partire dall'ultima Serata Marcia di lunedì scorso il Club entrerà nella tradizionale pausa estiva dato che ad agosto molti di noi sono, almeno per una parte del mese, fuori Firenze. Le Serate Marce riprenderanno come di consueto a settembre (probabilmente lunedì 6/9) mentre la pubblicazione di recensioni proseguirà come già detto a ritmo ridotto (nel senso che io metterò di sicuro la mia recensione di agosto, gli altri due non so).

I Predatori di Atlantide

Regia: Ruggero Deodato

Genere: Avventura

Produzione: Italia 1983

Durata: 92'

Cast: Christopher Connelly, George Hilton, Ivan Rassimov, Gioia Scola, Tony King, Mike Miller, Giancarlo Prati

Trama: Al largo di Miami (Florida), la piattaforma oceanica "Echo 1" sta ultimando le operazioni di recupero di un sommergibile atomico sovietico affondato. Arriva a bordo della piattaforma anche la dottoressa Kathy Earls, esperta di linguaggi precolombiani, alla quale viene sottoposta in esame una tavoletta precolombiana rinvenuta durante le operazioni di recupero. Nel bel mezzo di queste operazioni i meccanismi della piattaforma oceanica fanno tilt e una gigantesca onda sommerge tutto. Vengono coinvolti in questa catastrofe anche due avventurieri, Mike e Washington che a bordo del loro yacht stanno raggiungendo il centro America. Lo yacht, fortunosamente ancora a galla, raccoglie a bordo alcuni naufraghi della piattaforma. Il gruppo così costituito, fa rotta verso la terra ferma dove però regna inaspettatamente morte e distruzione. La zona infatti è stata saccheggiata da una misteriosa banda di assassini e balordi capeggiati da un individuo che indossa un teschio di cristallo. Sparatorie e scontri violenti si susseguono senza sosta per la sopravvivenza, mentre in mare un'isola è misteriosamente emersa durante la tempesta...

Opinione del Cl
ub: Chi non ama gli anni '80? Fin dai titoli di testa, accompagnati da un'incalzante musica elettronica, I Predatori di Atlantide trasuda spirito puro di quel decennio in cui nonostante la computer grafica fosse ancora poco usata e si trovasse ai primordi è stata prodotta una gran quantità di spettacolari capolavori del cinema. I Predatori di Atlantide fa forse parte di questa categoria di film? Per i comuni spettatori quasi sicuramente no, ma per il Club del Marcio sì!
La trama è quantomeno leggera, ovvero ha un'importanza relativa: effettivamente è presente l'isola di Atlantide e questo almeno concorda con il titolo, ma essa è una banalissima isola tropicale che non ha nulla per differenziarsi da una banalissima isola tropicale. Quindi il film si sarebbe potuto intitolare anche I Predatori della Banalissima Isola Tropicale, ma lasciamo perdere... Il punto è che non c'è una vera connessione fra l'emersione improvvisa di Atlantide dall'Oceano e il fatto che un tizio misterioso e sconosciuto si metta un teschio di vetro sul viso e guidi un gruppo di balordi anch'essi muniti di copricapo improbabili al saccheggio delle coste della Florida. Cosicché poi due cacciatori di taglie, che sembrano di tutto ma non due cacciatori di taglie, si ritrovano in mezzo per sbaglio e mettono su una specie di piccola resistenza che combatte i cattivi fino a sbarcare su Atlantide stessa e ricacciarla nelle profondità dell'Oceano.
Nonostante la trama sconclusionata non bisogna sottovalutare questo film. I personaggi sono carismatici, soprattutto i due protagonisti: Un biondo un po' attempato ma ancora in gamba che sa il fatto suo e un negro il cui nome sarebbe Washington ma che per motivi sconosciuti si è convertito all'Islam sostenendo così per tutto il film di chiamarsi Mohamed! I personaggi secondari sono più o meno utili, come la sboldra di turno che viene ovviamente rapita dai cattivi per essere sacrificata, e un altro combattente biondo che il prode Capitan Ano ha prontamente riconosciuto come Giorgione del film “Bomber”.
Riguardo agli effetti speciali non si può certamente parlare di computer grafica qui, anzi direi che siamo agli antipodi! Emblematiche sono le scene di emersione e di sprofondamento di Atlantide in mare: palesemente si nota che l'isola è un modellino che galleggia in un bidet. Oppure la stazione petrolifera off-shore che ad un certo punto viene spazzata via dalle onde di Atlantide, anch'essa realizzata con un modellino galleggiante in un bidet e demolita a secchiate d'acqua.
Sparatorie e inseguimenti non mancano perché sono un po' l'essenza stessa del film, quindi non ci si annoia mai. Ben presto, da quando i balordi incontrano i protagonisti, è uno scambio continuo di proiettili, granate e molotov. Un tripudio di esplosioni e di comparse che muoiono e volano via con salti improbabili. Un pullman che sfreccia a tutta velocità inseguito da bande di balordi e auto che esplodono senza un motivo.
La parte migliore è comunque quella sull'isola: qui la poca logica rimasta lascia totalmente il palcoscenico all'assurdità. Il gruppo di resistenza si divide nella giungla e tenta di superare i più assurdi agguati della storia del cinema. I balordi si sono nascosti sugli alberi e nei cespugli ed è un susseguirsi di combattimenti, letali calci negli stinchi (nel senso che un balordo viene ucciso con un calcio nello stinco), raffiche di mitra a caso che provocano sempre la caduta di uno o più balordi dagli alberi come fossero pigne, proiettili dalla traiettoria improbabile che colpiscono dalla parte opposta rispetto a dove sono stati sparati.
Insomma avrete capito dalla recensione che a noi del Club del Marcio questo film è rimasto nel cuore. Probabilmente ci sono film marci migliori là fuori (di film migliori ce ne sono di sicuro!) e questo potrebbe non entusiasmare così tanto perché oggettivamente a parte qualche battuta e l'azione a raudales non ci sono vere e proprie scene epiche. Però l'alto tasso d'azione e di sparatorie conferisco un buon ritmo che difficilmente annoia e tutto il contorno di assurdità ed effetti speciali caserecci rendo il film nettamente marcio, quindi da vedere!
<Il Drugo>


Voto del Club:


Qualità Cinematografica:


Livello di Marciume:



Hanno Detto:
"La trama è quantomeno leggera (leggi: non c'è) ma questo non ci ha mai fermato, i costumi sono marcissimi (teschio di vetro, anyone?) e contiene alcune scene veramente fenomenali. Il negro poi, era da Oscar.

"Come stai, Washington?"
"Non lo so, io mi chiamo Mohamed!"

Prima perla negra del film.

"Inshallà! Portaci su!"
"E chi è Inshallà?"
"Aaah, è un mio amico."

Seconda perla negra del film."
The RedMage

Serata Marcia: Lunedì 19 Luglio 2010

Ultima serata della stagione.
Incredibilmente orfana di molti personaggi che per l'ultima visione si trovano a frotte a battere la porta dello schioppo, infatti senza il Solfa, grazie alla cui assenza abbiamo vissuto senza rompimenti di coglioni la serata, il Sere, il Magomerda ed il Cambi, la truppa arricchita solo dalla presenza della milanese Sara, una vacca incontrata per sbaglio, ha dato via alla serata più lunga della sua storia.

Le danze sono state aperte con la visione paradisiaca delle montagne norvegesi condite da tanti zombie nazisti di Dead Snow. Un film assolutamente piacevole che raccomando a grandi e piccini, in cui, tra le altre cose, c'è un obeso biondo che mi assomiglia in maniera imbarazzante.
Il frenetico ballo si è trasformato in un lento dell'autopunizione con il pupazzoso "L'invasione degli astromostri" in cui Godzilla e Rodan venivano coinvolti in politica intergalattica per la quale si sono trovati a tirarsi testate con Ghidora.

Poi il momento più tragico della serata con la visione dello Spaghetti western "Il figlio di Django" la cui copertina raccomandava come uno show di violenza. Quanta falsità. Uno spaghetti mediocre con personaggi mediocri che riescono solo a sminuire in modo dissacrante il vero Django che, secondo loro, viene ammazzato alle spalle dopo essersi fatto una famiglia.

A questo punto il club è rimasto dimezzato del suo organico, ma la banda continua a suonare con "La bambola assassina 5". Un autentico capolavoro, in cui compare il figlio di Chucky che ha delle turbe psichiche di natura sessuale ed è giapponese ed un film pieno di citazioni che ci danno tanta tanta gioia.
Non contenti i reduci, tra cui quella fava che scrive, proseguono sulla stessa via concedendosi "La bambola assassina 3" andando in culo a tutte le normali regole della cronologia, dove lo spettacolo scende di tono ma mantiene una dignitosissima gioia.

A quel punto dopo aver fatto colazione abbracciati dalle frescura delle sette del mattino, qualche idiota propone di guardarsene un altro, allorchè un altro idiota batte le mani festante come una scimmia frugivora di fronte ad un ananas o come un bonobo di fronte ad un ano e giù che ci si ritrova a vedere "La bambola assassina 4" al termine del quale ognuno di noi si è decomposto sul divano coscio della grande impresa.

Film visionati: Dead Snow, L'invasione degli Astromostri, Il Figlio di Django, La Bambola Assassina 5, La Bambola Assassina 3, La Bambola Assassina 4

Dead Snow


L'inasione degli Astromostri


La bambola Assassina 5 - il Figlio di Chucky


La bambola Assassina 3


La bambola Assassina 4 - La moglie di Chucky

[News] Recensione di Ferite Mortali

Orin Boyd è un poliziotto di Detroit poco incline alle regole e a seguire gli ordini, dopo l'ennesimo richiamo da parte dei superiori Boyd viene trasferito in uno dei peggiori distretti della città, dove piano piano scopre che alcuni poliziotti sono corrotti...

Il nostro CapitAno come al solito recensisce film pescati tra i generi che più lo entusiasmano: stavolta tocca a Steven Seagal (che a mio avviso non è solo un attore, ma costituisce a tutti gli effetti un genere di film tutto suo) in una pellicola del suo periodo abbastanza avanzato. A scansire i vari periodi della carriera del prode campione di Aikido è, come è noto, il preoccupante avanzamento della sua panza, che in questo film comincia in effetti a raggiungere dimensioni significative.
Questa pellicola è frutto della collaborazione come un rapper ed è caratterizzata da un fenomeno che abbiamo potuto osservare anche in altri film Seagaliani dello stesso periodo: quello della "Caterva di Negri". Questo e altro vi verrà illustrato nell'ottima recensione del CapitAno, a cui lascio la parola.
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Per quanto riguarda le prossime recensioni: l'attività del Drugo continua (con nostro fastidio) a essere coperta dal mistero. Tecnicamente starebbe a lui postare la recensione del 20 ma non c'è da farci conto. Quello che è certo è che io (The RedMage) scriverò una recensione per il 30, stavolta probabilmente in orario.

L'altra triste notizia è che ad agosto saremo in ferie per cui lavoreremo a ritmo ridotto. Dovremmo postare sicuramente almeno una recensione (la mia, per il 30) ma difficilmente qualcosa di più.