B-Movies e Cinema Trash


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Curse of the Maya

Titoli Alternativi: Evil Grave, Dawn of the Living Dead

Regia: David Heavener

Genere: Horror

Produzione: USA 2004

Durata: 90'

Cast: David Heavener, Amanda Baumann, Joe Estevez, Todd Bridges, Steven Bracy, Carrie Gonzalez, Robert Bustamante, Alfredo Hernandez

Trama: Renee, una giovane donna appena reduce da un forte esaurimento nervoso, si trasferisce con il compagno (e psichiatra curante) Jeffrey in una casa nel deserto, vicino al confine con il Messico. Quello che non sanno, è che il luogo è maledetto e che un'intera famiglia di Maya, massacrata anni prima, ora cerca vendetta...

Opinione del Club: Un film assolutamente indegno, con pochissime idee sviulppate male e poste in opera anche peggio. Durante il film abbia stilato una lista di persone che qualcuno dovrebbe prendersi la briga di andare a cercare con un fucile e uccidere, tanti erano gli aspetti tecnici del film completamente sballati.

Il primo della lista è il tecnico dell'Illuminazione, una figura che tutto sommato non è tra quelle tradizionalmente più importanti per un film, ma l'evidente criminalità con cui il ruolo è stato svolto ci ha portato immediatemente a includere il simpatico tecnico in cima alla nostra lista nera. A parte alcuni filtri applicati in modo abbastanza discutibile, e senza neanche entrare nel dettaglio dei soli rosa, a volte le tonalità di un paesaggio cambiano completamente quando questo viene incquadrato da due punti diversi, per esempio quando la visuale oscilla tra i punti di vista di due persone diverse durante una conversazione.

Il secondo individuo ad attrarre le nostre ire è stato il cameraman (o presumibilmente, i cameramen), responsabile di una serie di inquadrature a dir poco oscene che includevano una serie di primi piani in cui veniva tagliata la prte superiore della testa degli attori.
Vorremmo esprimere il nostro disappunto anche verso il tecnico del montaggio (dove per "esprimere" intendiamo "scagliare" e per "disappunto" intendiamo "missile termonucleare"). Sequenze di immagini successive (come le conversazioni di cui sopra) hanno talvolta sfondi completamente diversi, per esempio a un certo punto dietro i due interlocutori si vede un folto verde, poi i due si incamminano via e ai loro piedi c'è solo una brulla pietraia.

Andando avanti, si cominciano a toccare alcuni elementi più in vista. La recitazione delle maggior parte degli attori era da film porno. Erano anche doppiati veramente male, anche se questo non è colpa della produzione. Da notare che il doppiatore del fidanzato della protagonista era riconoscibile come lo stesso del professor Denzel Crocker di "Due Fantagenitori", un fatto che ha provocato non poca ilarità tra i presenti. Va detto che il casting è stato fatto un po' così, come capitava, per cui il suddetto personaggio ha una buona ventina di anni più della sua fidanzata e paziente. E potremmo continuare.

Andando avanti, il prossimo nome sulla lista nera è quello dello sceneggiatore. Si parte da alcuni dettagli che sono completamente privi di senso (come l'apparizione, completamente insensata, di un piccolo campo di mais) o mal spiegati (nel cielo compaiono progressivamente sempre più soli di colore rosa, ma il motivo non ci viene mai comunicato) alla presenza di alcuni filoni di trama del tutto inutili (come la saga degli immigrati clandestini). La trama era in generale terribilmente già vista e poco originale.

Last but not least, vorremmo fare una menzione speciale per chiunque abbia scelto le locazioni. Probabilmente non ci saremmo trovati a infamarlo se il tecnico del montaggio fosse stato una persona onesta, ma per scegliere una casa tanto brutta, costruita in un posto tanto brutto. per girare un film merita anche lui il plotone d'esecuzione.

Il film ha alcuni spunti marci, intendiamoci, in parte nati dal nonsense della trama, in parte dal fatto che è pur sempre un film di zombie (e gli zombie sono realizzati ragionevolmente bene tutto sommato, come si può notare dal fatto che il truccatore non è nella nostra lista nera) e in parte dal supporto comico di bassa lega che si è scelto di mettere (uno dei personaggi è un nero deforme). Presente verso la fine anche un pregevole neonato zombie. Da segnalare poi il finale a cazzo, che non vi sveliamo nel caso vogliate vedere questo film, ma vi basti sapere che alla luce della trama precedente non ha alcun senso.

In definitiva un film da evitare. Se vi interessa il genere sicuramente nella marcia videoteca potrete trovare altri titoli più degni di essere visti.

<The RedMage>


Voto del Club:


Qualità Cinematografica:

Livello di Marciume:


Hanno Detto:
"Faceva schifo. Dovremmo guardarne più spesso di titoli così."
Capitan Ano

"Era stata avanzata l'ipotesi di fucilare pubblicamente i doppiatori per il pessimo lavoro svolto ma l'idea di privare il professor Crocker della sua voce italiana mi rattristerebbe assai."
Felio

"Da fucilare non sarebbero solo i doppiatori, ma anche gli sceneggiatori, il regista, il tecnico delle luci, gli attori (inespressivi), il/i cameraman, chiunque abbia fatto il montaggio... I soli rosa che si moltiplicano come funghi e poi si avvicinano diventando per un breve momento l'ombra di Topolino erano una cosa spettacolare!!"
PiumaLibera

Serata Marcia: Lunedì 4 Aprile 2011 - Il peggio del peggio

In questa occasione, per festeggiare assolutamente niente di particolare, ci siamo lanciati nella proiezione di due pellicole che ci erano già note, ma che erano state viste molto tempo fa, o da solo alcuni membri del club. E non parliamo di due pellicole a caso, ma di due la cui bruttezza adamantina ci aveva particolarmente colpito. Per celbrare questi pinnacoli del brutto, il club si è riuntito al gran completo.

Ad aprire la serata una ruggente cena a base di specialità cinesi take-away del rifornitore ufficiale del club, la rosticceria "Il Cuore d'Oro". Se contassimo quante volte abbiamo lasciato che i loro ravioli stuprassero i nostri fegati probabilmente sverremmo. Ma stiamo divagando.

A seguire ci siamo lanciati nella visione di "Riti, Magie Nere e Segrete Orge nel '300...", una pellicola caratterizzata dall'assenza di una trama, dalla presenza di personaggi insensati, da un montaggio criminale, da una recitazione da film porno e da una frase di chiusura a modo suo notevole ("Ma perché nella mia vita devo sempre cadere su qualcosa di duro?"). Il film avrebbe dovuto essere, almeno ufficialmente, di genere erotico, ma tutto sommato per un film di questo tipo era abbastanza casto. A inizio film, con nostro grande sollievo, ci è stato comunicato che "comunque il regista per fortuna è morto", una notizia che abbiamo accolto con un certo sollievo. Speriamo che ai cameramen sia toccata la stesa sorte.

La serata è proseguita con "La Croce dalle Sette Pietre", un film per il quale stando a Magneto, che la sa lunga, "lo stato italiano ha speso dei soldi". La pellicola parla di una specie di lupo mannaro che si trova a dover affrontare la criminalità organizzata napoletana nel tentativo di riottenere la sua croce gemmata, un artefatto capace di interrompere le sue trasformazioni in uomo lupo. A parte i costumi imbarazzanti, è veramente senza prezzo vedere quando, all'inizio, un cultista cerca di evocare il malvagio demone Aborym ordinandogli di mostrars con lo stesso tono con cui ci si potrebbe rivolgere a un amico incontrato per strada.
Film Visionati: Riti, Magie Nere e Segrete Orge nel '300... e La Croce dalle Sette Pietre

Riti, Magie Nere e Segrete Orge nel '300...

La Croce dalle Sette Pietre

[News] Recensione di Zebraman

E' il 2010. Un maestro delle elementari e capo famiglia, Shinichi Ichikawa vive con la moglie che lo tradisce, con sua figlia che si prostituisce e con suo figlio che subisce continuamente atti di bullismo per via della presenza del padre nella scuola. Per scappare dalla vita di tutti i giorni, Shinichi segretamente si maschera di notte come "Zebraman", il protagonista di un'omonima e poco popolarie serie tv degli anni 70 che egli guardava quando era bambino fino a quando non fu cancellata dopo il diciassettesimo episodio.
Dopo aver incontrato a scuola un bambino su di una sedia a rotelle da poco trasferito di nome Shinpei Asano, anche lui fan di Zebraman, Shinichi non solo riscopre la voglia d'insegnare ma s'innamora anche della madre del bambino. Allo stesso tempo strani crimini e apparizioni sono in aumento nella zona intorno alla scuola dove lavora Shinichi.Una sera mentre si reca da Shinpei con il costume di Zebraman per fargli una sorpresa, Shinichi è assalito da un serial-killer con indosso una maschera di granchio, è così costretto a difendersi ottenendo all'improvviso i fenomenali poteri di Zebraman nella realtà. Shinichi si accorge ben presto che è in atto un'invasione aliena e che solo lui potrà affrontarla...


Eccoci qua con l'appuntamento settimanale della recensione marcia (è vero... qui tutto è marcio!). Questa volta vi proponiamo una "giapponesata" di ultima generazione, diretta dalla sapiente regia (proprio sapiente no, però è l'ideale con cui si gira un film quello che conta, giusto?) di Takashi Mike: Zebraman!
Un film pieno zeppo di elemeti notevolmente trash e assurdi ma che comunque mantiene un suo perché, come ci spiegherà il buon CapitanAno nella sua recensione. Quando lo abbiamo visto al Club c'è piaciuto abbastanza e ci sono stati alcuni momenti di esaltazione per certe scene, quindi vi lascio senza altro indugio alle sapienti e irriverenti righe del Capitano così potrete farvene un'idea.
Leggi la Recensione

Zebraman

Regia: Takashi Miike

Genere:
Commedia/Azione

Produzione:
Giappone 2004
 

Durata: 115'

Cast:
Shô Aikawa, Kyôka Suzuki, Atsurô Watabe, Yui Ichikawa, Kôen Kondô, Naoki Yasukôchi, Makiko Watanabe, Keisuke Mishima, Yu Tokui

Trama:
E' il 2010. Un maestro delle elementari e capo famiglia, Shinichi Ichikawa vive con la moglie che lo tradisce, con sua figlia che si prostituisce e con suo figlio che subisce continuamente atti di bullismo per via della presenza del padre nella scuola. Per scappare dalla vita di tutti i giorni, Shinichi segretamente si maschera di notte come "Zebraman", il protagonista di un'omonima e poco popolarie serie tv degli anni 70 che egli guardava quando era bambino fino a quando non fu cancellata dopo il diciassettesimo episodio.
Dopo aver incontrato a scuola un bambino su di una sedia a rotelle da poco trasferito di nome Shinpei Asano, anche lui fan di Zebraman, Shinichi non solo riscopre la voglia d'insegnare ma s'innamora anche della madre del bambino. Allo stesso tempo strani crimini e apparizioni sono in aumento nella zona intorno alla scuola dove lavora Shinichi.Una sera mentre si reca da Shinpei con il costume di Zebraman per fargli una sorpresa, Shinichi è assalito da un serial-killer con indosso una maschera di granchio, è così costretto a difendersi ottenendo all'improvviso i fenomenali poteri di Zebraman nella realtà. Shinichi si accorge ben presto che è in atto un'invasione aliena e che solo lui potrà affrontarla...

Opinione del Club:
Gli anni 70 in giappone sono stati costellati da telefilm assurdi, ma d'altronde chi non ha amato i Power Rangers che è la versione americanizzata di tali serie?

E chi se non Takashi Miike poteva realizzare un tributo a tali serie con la grinta che lo contraddistingue? La stessa grinta e verve che lo ha portato ad onorare con grande successo Django e Yattaman.

Zebraman è un film che ha tanti difetti, che possono essere i vari momenti morti farciti di interminabili dialoghi, una computer grafica terribile che farebbe distrarre la madonna dal frignare per i'cristo in croce ed una storia che fa buchi da parecchie parti in particolare nello spiegare la presenza degli alieni in città e di come i loro attacchi si plasmino sui pochi episodi trasmessi di Zebraman.

Tuttavia ha dei buoni momenti con quelle settantiane coreografie di combattimento, i mostri gelatinosi, la zebramoto - che ho apprezzato particolarmente -, il climax dei costumi che evolvono pian piano che zebraman acquista consapevolezza di se stesso sino all'obiettivo ultimo di volare. Inoltre vorrei sottolineare la prestazione del protagonista che interpreta perfettamente la parte dell'uomo fallito con una famiglia distrutta che lo disprezza, con un lavoro privo di soddisfazioni e che trova consolazione solo nel ricordare le avventure del suo supereroe preferito e nel riprodurre grossolanamente il suo costume.

Il nostro Zebraman poi vestendo il costume riuscirà ad ottenere i superpoteri e combattere i malvagi alieni, ovviamente senza alcun motivo, ma, secondo il modesto parere del sottoscritto, in questo film Takashi Miike non vuole trovare un motivo plausibile per cui il pacioso e depresso professore riesca a spolverare la testa alla gente con lo "zebra bomber" o lo "zebra kick" solo indossando un costume a strisce, ma vuole dire allo spettatore - probabilmente attonito per le idiozie appena viste - che ha più senso inseguire i propri sogni e credere in essi, piuttosto che marcire col rimpianto di non averli mai tirati fuori dal cassetto, è per questo che Shinichi sgomina i cattivi semplicemente urlando "Zebra Kick", perchè crede nel suo sogno, lo rincorre e alla fine lo riesce a raggiungere.

Poi vabbè, che il film sia farcito di cazzate è un dato di fatto, ma credo che non ci sia un messaggio migliore di uno truccato con la comicità.
<CapitanAno>



Voto del Club:


Qualità Cinematografica:


Livello di Marciume:




Hanno detto:

"I combattimenti diventano via via che si prosegue nel film sempre più folli come vuole la tradizione delle giapponesate: all'inzio si comincia con qualche pugno, salto o piroetta sopra le righe, ma poi si arriva a mostri di gelatina giganteschi, zebre alate e raggi di energia con esplosioni..."
Il Drugo

"Infermiere sexy vestite da zebra?"
Black_Lotus