B-Movies e Cinema Trash


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[News] Recensione di The Cat

Tre extraterrestri "buoni" sotto le mentite spoglie di un vecchio, di una giovane bellissima e di un super gatto, contendono ad un extraterrestre "malvagio" informe e melmoso, capace di rivestirsi delle sembianze delle sue vittime, un prezioso congegno che permetterebbe loro di tornare nello spazio. Nello scontro vengono coinvolti uno scrittore di nome Wisely, la sua fidanzata Pai So e il loro amico poliziotto Wang Chieh-Mei. Wisely all'inzio indaga sui tre alieni convinto che siano dei ladri e non conoscendo le loro vere intenzioni. Una volta però appreso il loro segreto si dovrà alleare con loro per sconfiggere il quarto alieno che vuole ucciderli e che costituisce una seria minaccia per l'umanità...

Dopo una settimana di misteriosa assenza torna la nostra consueta recensione dei film di merda.
Questa volta tocca a Felio, che ci parla di un film cinese decisamente marcio ma assai divertente ovvero "The Cat". Ricordo ancora che lo visionammo qualche mese fa durante una Serata Marcia gremita di gente e nessuno di noi aveva la minima informazione sulla trama o il soggetto di questo film e proprio per questo ci dispensò notevoli sorprese e risate.
Ora comunque non voglio anticiparvi nulla e vi lascio a Felio nella sua narrazione di questo ennesimo pessimo, ma spassoso, esperimento cinematografico...
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Abbiamo anche ricominciato la nostra avventura di esplorazione del peggio che il cinema può offrire con le Serata Marce del lunedì sera. Presto avrete anche un resoconto dell'ultima serata e dei film marci che ci siamo auto-inflitti.

The Cat


Titolo originale: Wei Si Li Zhi Lao Mao

Regia: Ngai Kai Lam

Genere: Fantascienza

Produzione: Hong Kong 1992

Durata: 84'

Cast: Kar Lok Chin, Wing Cho, Kenneth Tsang, Corey Yuen, Paul Chun, Sibelle Hu

Trama: Tre extraterrestri "buoni" sotto le mentite spoglie di un vecchio, di una giovane e di un gatto, contendono ad un extraterrestre "malvagio"-una melma informe capace di rivestirsi delle sembianze delle sue vittime- un prezioso congegno che permetterebbe loro di tornare nello spazio. Nello scontro vengono coinvolti uno scrittore di nome Wisely, la sua fidanzata Pai So e il loro amico poliziotto Wang Chieh-Mei.
Le indagini di Wisely lo portano sulle tracce dei tre alieni convinto che siano loro i responsabili dei sanguinosi furti avvenuti in città: una volta appreso il loro segreto deciderà di aiutarli per sconfiggere il quarto alieno, la più grave minaccia che l'umanità abbia mai affrontato...

Opinione del Club: Un film marcio con tutti i crismi: prodotto sottocosto nel 1992, vanta una trama di rara bruttezza ed effetti speciali tali da suscitare lacrime di gioia a tutti noi appassionati della gommapiuma e della broda.
Perché se ne vede tanta in questo film, più di quanta ne potevamo sperare.
La pellicola ha riscosso opinioni contrastanti tra i membri, il cui giudizio oscila tra "inguardabile" e "indimenticabile": guardandolo in maniera oggettiva The Cat è un film a basso budget che solo i più incalliti amanti del trash possono permettersi di guardare a cuor leggero.
Le scene sono montate male, e l'incerta regia non aiuta certo lo spettatore nella difficile impresa di capire che cosa stia succedendo.
Molto meglio quindi rilassarsi sulla poltrona ed assumere che i "buoni" lottano contro i "cattivi" e limitare questi ultimi al cosiddetto MostroMerda(TM) a nostro giudizio l'unico vero protagonista di questo film.

Eccezion fatta per un paio di sequenze davvero memorabili (ma ne parleremo in seguito), tutto ciò che dovrebbe risultare "paranormale" pare in realtà frutto di un errore del cameraman.
Lucette fastidiose, improponibili cambi di tempo -passaggi dal giorno alla notte e viceversa fanno da padrone- sono per gran parte della pellicola l'unico svago in un mare di dialoghi perlopiù inutili o comunque non abbastanza sviluppati.
Il buon Wisely ad esempio viene convinto dell'esistenza degli alieni (e della loro bontà!) con una semplice chiacchierata di 1-2 minuti.
Ora, dico... In un film di quasi novanta minuti, mi vieni a raccontare una storia così assurda e non solo io ti credo, ma decido pure di darti una mano nonostante tu sia sospettato di millemila omicidi/furti?

No, a The Cat mancava gran parte di quello che rende un film degno di essere guardato: il fatto di essere stato prodotto a Honk Kong con -supponiamo- mezzi di fortuna giustificherebbe almeno in parte tale carenza e una sua inclusione in quell'elitario gruppo di film ibridi Sci-Fi/Kung-Fu/Horror/Commedia/Azione.
Ignoro se ce ne siano altri del genere, ma per il momento l'ignoranza non mi dispiace...

Ci sono comunque come ho detto delle scene EPICHE, che meritano da sole la visione di questa trashata paurosa: sono soltanto due, eppure si tratta di qualcosa che ogni appassionato del genere dovrebbe vedere almeno una volta in vita sua. Così, per cultura.
La prima riguarda il magnifico combattimento stile Kung-Fu del prode gatto contro un Cane! Sequenza d'azione quantomai confusa, eppure carica di epicità quanto un episodio di Tom & Jerry: balzi improbabili, acrobazie di cui ancora mi sfugge il senso e -questa è la triste verità- una espressività ben superiore a quella del resto del cast.
Alla fine ti trovi a parteggiare per l'uno o per l'altro, o al massimo a desiderare che un simile stupro oculare abbia termine. Nel nostro caso, ci siamo limitati a ridere e ad applaudire.

La seconda è il combattimento finale contro il MostroMerda, un abominio alto quanto un palazzo di broda rosa, gommapiuma in abbondanza e polimeri quanto basta per rendere felice Winter e il resto del Club: perché broda e gommapiuma hanno sempre il loro fascino, non si può negarlo.
Ecco, quella era la parte migliore del film... Anche perché tutto ciò che dovevano fare gli attori era scappare e urlare. O urlare e scappare, in alternativa.
Sfortunatamente le comparse del MostroMerda sono state molto limitate -probabilmente per esigenze di budget-, non ne vedevamo di mostri così orrendi dall'indimenticabile "Children of the Corn III".

In conclusione, The Cat è un film decisamente di nicchia.
Nel senso che dopo cinque minuti è lì che vorresti lasciarlo sotto una montagna di pellicole migliori, a ricoprirsi di polvere, per poi essere tirato fuori nei momenti più grigi e noiosi dell'esistenza.
<Felio>

Voto del Club:


Qualità Cinematografica:


Livello di Marciume:



Hanno Detto:
"Per capire la trama abbiamo praticamente dovuto fare un brainstorming alla fine e c'erano pupazzi bizzarri ovunque."
TheRedMage

"...c'è la tendenza a confondere i personaggi e a passare da una situazione all'altra senza soluzione di continuità."
Il Drugo

"Sarà sempre ricordato per le sue trovate davvero uniche e per l'uso smodato di polimeri e annessi."
Winter

[News] Recensione di The Good, the Bad and the Weird

Negli anni 30, nel deserto della Manciuria, regna l'anarchia e differenti fazioni e paesi si fronteggiano. Tre pistoleri coreani s'incontrano su di un treno che attraversa questa regione. Park Do-won (il Buono) è un caccioatore di taglie che insegue ogni criminale su la cui testa ci sia una ricompensa. Park Chang-yi (il Cattivo) è il capo di una banda di banditi senza scrupoli e non può mai accettare di essere il secondo miglior pistolero. Yoon Tae-goo (lo Strano) è un ladro che riesce sempre a scappare. I tre iniziano un inseguimento reciproco per la Manciuria per entrare in possesso di una fantomatica mappa che conduce ad un favoloso tesoro. Sulle tracce della mappa ci sono anche l'esercito dell'Impero giapponese, i ribelli coreani e una banda di predoni del deserto...

Un film un po' lento e non eccessivamente marcio, ma molto ben fatto! In definitiva gli aspetti tecnici sono tutti molto buoni, e la pellicola alterna efficacemente suspense e demenzialità. Peccato per quella mezz'oretta di troppo...
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Non sono veramente in ritardo con la recensione. Qui è ancora giovedì notte. Certo, da voi sono le nove del mattino, ma qui la mezzanotte del giovedì è passata solo da un paio d'ore. Sono quasi in orario! Scherzi a parte, chiedo scusa, mi sono completamente scordato questa cosa dei fusi orari.

The Good, The Bad and The Weird


Regia: Kim Ji-woon

Genere: Western

Produzione: Corea del Sud 2008

Durata: 139'

Cast: Song Kang-ho, Lee Byung-hun, Jung Woo-sung, Yoon Je-moon, Ryoo Seung-soo, Song Yeong-chang, Son Byeong-ho, Oh Dal-su, Uhm Ji-won

Trama: Negli anni 30, nel deserto della Manciuria, regna l'anarchia e differenti fazioni e paesi si fronteggiano. Tre pistoleri coreani s'incontrano su di un treno che attraversa questa regione. Park Do-won (il Buono) è un caccioatore di taglie che insegue ogni criminale su la cui testa ci sia una ricompensa. Park Chang-yi (il Cattivo) è il capo di una banda di banditi senza scrupoli e non può mai accettare di essere il secondo miglior pistolero. Yoon Tae-goo (lo Strano) è un ladro che riesce sempre a scappare. I tre iniziano un inseguimento reciproco per la Manciuria per entrare in possesso di una fantomatica mappa che conduce ad un favoloso tesoro. Sulle tracce della mappa ci sono anche l'esercito dell'Impero giapponese, i ribelli coreani e una banda di predoni del deserto...

Opinione del Club: Quando abbiamo cominciato a vedere questo film, lo abbiamo fatto con le migliori aspettative - non capita tutti i giorni di vedere un Western Coreano, dopotutto. Molte di queste aspettative sono state soddisfatte, alcune altre non proprio, ma la pellicola si è in linea di massima dimostrata valida.

Il setting è la Manciuria degli anni trenta, una regione principalmente desertica che ben si presta ad ospitare questo omaggio al cinema Western. Al suo interno si snoda una vicenda centrata intorno a una mappa del tesoro ("negli western i motori della storia sono due: i soldi e la vendetta", scrisse giustamente il CapitAno in una sua passata recensione, e qui siamo nel primo caso) che comincia con un furto in treno, passa per diverse sparatorie più o meno demenziali, e termina con una specie di battaglia campale.

Dal titolo uno ovviamente si aspetta che a un certo punto della storia arrivi il triello e, vi posso dire fin da subito, le speranze non andranno deluse.

La pellicola si presenta subito come di buona qualità. La trama, pur girando intorno a un canovaccio abbastanza classico, è comunque molto ben narrata, anche se forse in alcuni momenti un po' troppo arzigogolata. La ricostruzione storica si presenta più che valida, forse il maggior punto di forza di questo film, e coadiuvata da un ottimo lavoro di scenografia. I personaggi sono forse un po' troppo estremi, ma senza diventare delle macchiette senza spessore. In generale, le coreografie sono spesso abbastanza spettacolari, con sparatorie impreziosite da assurdità di varia natura, da gente che salta da un ponteggio di un cantiere all'altro con funi e altri ammennicoli, a una serie di prolungate fughe in moto.

Quello che impedisce di apprezzare appieno questa ricchezza cinematografica è, però, una gestione non perfetta dei tempi narrativi. Il film è, come siamo soliti dire in questi casi, di almeno mezz'ora "troppo lungo". Questo, va detto, è un vizio che abbiamo trovato molto spesso nel cinema orientale - alcune scene sono interrotte da interminabili dialoghi che potrebbero essere abbondantemente ristretti senza perdere di forza, e alcune scene - anche belle scene, come la battaglia finale - vengono semplicemente tirate per le lunghe senza motivo apparente. Vedere l'esercito giapponese, un'orda di predoni mongoli, una banda di banditi coreani e un tizio su una motocicletta affrontarsi in battaglia e ammazzarsi a vicenda è carino, e la scena è ben fatta, ma anche vedere il discendente di qualche guerriero dell'orda di Gengis Khan esplodere insieme al suo cavallo per una qualche cannonata nipponica comincia a diventare un po' noioso dopo che hai visto una scena simile una decina di volte.

Altro punto a favore del livello di marciume è la colonna sonora, non tanto per la sua qualità, o carenza di qualità, quanto per il fatto che non sembrava avere attinenza alcuna con le scene che accompagnava.

In definitiva, comunque, il film è valido. Certo, con due ore e venti minuti di durata, laddove anche due ore sarebbero state troppe, la visione è quantomeno impegnativa, ma ci sentiamo comunque di consigliarlo!
<The RedMage>


Voto del Club:


Qualità Cinematografica:

Livello di Marciume:


Hanno Detto:
"Una piacevole sorpresa, un piccolo gioiello coreano con tutti i pregi e i difetti del cinema asiatico."
Lord Magneto

"La trama non aveva senso e le parti d'azione divertenti erano intervallate dal nulla cosmico. Prima del duello chiacchierano che sembra un'intervista di Studio Aperto che chiede come si sentono a due a cui è stato ammazzato il figlio."
CapitAno

"I personaggi sono simpatici e si alternano momenti pallosissimi con momenti interessanti, quindi... Non dico che lo rivedrei... Ma forse lo consiglierei a qualcuno a cui piaccia il genere!"
Piumalibera

"Un WESTERN COREANO?!" 
Fra