Little Rita è una pistolera conosciuta e temuta in tutto il West. Lei,
come il suo amico capo indiano, odia il male nella sua generalità, e lo
identifica con l'oro, che porta i banditi a compiere le loro malefatte. E
proprio ai banditi ruba l'oro per poi distruggerlo. Uno di questi,
Black Star si innamora di lei tanto da redimersi e seguirla nei suoi
intenti...
Spaghetti western e musical si uniscono con risultati non troppo eclatanti per darci questo film, che all'epoca ci mise a dura prova, ma a distanza di anni abbiamo un po' rivalutato. Certo è che la voce di Rita Pavoni può risultare fastidiosa, e che il film ha una carica di buonismo snervante, ma indubbiamente, tra una trama bizzarra, Lucio Dalla, e strani indiani con mazze da golf, il film ha una certa carica marcia.
Che dire: Viva Sancho!
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[News] Recensione di Little Rita nel West
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Serata Marcia - Lunedì 7 Maggio 2012
In questa serata il club si riunisce quasi al gran completo nella consueta riunione del Lunedì sera. Felio e suo fratello se ne andranno dopo il primo film per dei motivi del tutto improbabili, e solo tre arditi (il Mago Rosso, il CapitAno e Psycho) resteranno per il terzo. Tutto sommato, la serata è stato un notevole tour de force che ha proposto Lamberto Bava, Uwe Boll e Steven Seagal tutti nella nella stessa serata.
La serata è aperta da "Desideria e l'Anello del drago", fantasy girato dal nostro acerrimo nemico Lambertino Bava, forse per cercare di emulare il successo che lui stesso aveva ottenuto con la serie fi "Fantaghirò". Il film ci ha particolarmente colpito per certe sue strane idee in fatto di geografia, e per quanto fosse terribile il costume da drago usato verso la fine, ma tutto sommato ci ha fatto passare un paio d'ore piacevoli. Il cast vedeva poi la comparsa di Franco Nero nel ruolo del re padre della protagonista; Anna Falchi nel ruolo della protagonista stessa, la principessa Desideria; e un branco di tedeschi in ogni altro ruolo.
Si prosegue con "House of the Dead". Il film non è male, per essere di Uwe Boll, cosa che vuol dire che faceva ancora abbastanza cacare, ma in maniera tutto sommato sopportabile. Utilizzo creativo delle inquadrature, dove per "utilizzo creativo" intendo che vengono fatte un sacco di inquadrature a caso. Finale che non abbiamo capito se fosse "a merda", "a cazzo" o una combinazione delle due.
Per finire, I coraggiosi sono rimasti per "Il Vendicatore". Pare che Steven Seagal si diverta ad avere un lavoro del tutto bizzarro in ogni suo film, e infatti qui fa l'archeologo (non che l'archeologo sia un lavoro bizzarro - è bizzarro che sia Steve a farlo). Un cartello di associazioni mafiose cinesi cerca di utilizzarlo a sua insaputa per contrabbandare della droga, e ovviamente questa si dimostra essere una pessima idea.
Film visionati: Desideria e l'Anello del Drago, House of the Dead e Il Vendicatore
Desideria e l'Anello del Drago
("Desideria" è un film televisivo e non se ne trova un vero e proprio trailer, ma potete guardare questo "preview" di scene del film)
House of the Dead
Il Vendicatore
La serata è aperta da "Desideria e l'Anello del drago", fantasy girato dal nostro acerrimo nemico Lambertino Bava, forse per cercare di emulare il successo che lui stesso aveva ottenuto con la serie fi "Fantaghirò". Il film ci ha particolarmente colpito per certe sue strane idee in fatto di geografia, e per quanto fosse terribile il costume da drago usato verso la fine, ma tutto sommato ci ha fatto passare un paio d'ore piacevoli. Il cast vedeva poi la comparsa di Franco Nero nel ruolo del re padre della protagonista; Anna Falchi nel ruolo della protagonista stessa, la principessa Desideria; e un branco di tedeschi in ogni altro ruolo.
Si prosegue con "House of the Dead". Il film non è male, per essere di Uwe Boll, cosa che vuol dire che faceva ancora abbastanza cacare, ma in maniera tutto sommato sopportabile. Utilizzo creativo delle inquadrature, dove per "utilizzo creativo" intendo che vengono fatte un sacco di inquadrature a caso. Finale che non abbiamo capito se fosse "a merda", "a cazzo" o una combinazione delle due.
Per finire, I coraggiosi sono rimasti per "Il Vendicatore". Pare che Steven Seagal si diverta ad avere un lavoro del tutto bizzarro in ogni suo film, e infatti qui fa l'archeologo (non che l'archeologo sia un lavoro bizzarro - è bizzarro che sia Steve a farlo). Un cartello di associazioni mafiose cinesi cerca di utilizzarlo a sua insaputa per contrabbandare della droga, e ovviamente questa si dimostra essere una pessima idea.
Film visionati: Desideria e l'Anello del Drago, House of the Dead e Il Vendicatore
Desideria e l'Anello del Drago
("Desideria" è un film televisivo e non se ne trova un vero e proprio trailer, ma potete guardare questo "preview" di scene del film)
House of the Dead
Il Vendicatore
[News] Recensione di Soft Air: Aria Compressa
Giorgio divide il suo tempo tra il lavoro e la fidanzata, trascurando i
suoi amici. Una sera riceve una telefonata da Matteo che lo invita alla
festa di compleanno di Roberto: in realtà la festa non esiste, è solo un
pretesto per riunire la compagnia di amici per una rimpatriata. Durante
la cena, Roberto riferisce agli amici di aver prenotato una partita di
Soft Air a Bassano Romano. La domenica successiva, il gruppo si riunisce
per giocare, ma qualcosa non va per il verso giusto: quella che
dovrebbe essere una normale sfida di Soft Air, si trasforma in una sorta
di battuta di caccia, poiché la squadra avversaria utilizza delle armi
vere.
Non ho neanche molta voglia di parlare di questo film, la cui maggiore distinzione è quella di averci offerta quella che forse è la peggior recitazione che il club abbia mai osservato (c'è spesso in un film marcio un attore che recita da cani, ma qui l'incapacità è generale e ubiqua). L'unica cosa notevole era l'incomprensibile partecipazione di Glauco Onorato come direttore del doppiaggio, che ci ha lasciato un po' intristiti. Per il resto, tanto schifo, che Felio passerà a discutere in dettaglio.
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Non ho neanche molta voglia di parlare di questo film, la cui maggiore distinzione è quella di averci offerta quella che forse è la peggior recitazione che il club abbia mai osservato (c'è spesso in un film marcio un attore che recita da cani, ma qui l'incapacità è generale e ubiqua). L'unica cosa notevole era l'incomprensibile partecipazione di Glauco Onorato come direttore del doppiaggio, che ci ha lasciato un po' intristiti. Per il resto, tanto schifo, che Felio passerà a discutere in dettaglio.
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Serata Marcia: Lunedì 30 Aprile 2012
Serata avvenuta in concomitanza con la Notte Bianca a Firenze. Prima abbiamo pensato di saltare la serata e andare alla Notte Bianca, poi abbiamo deciso di fare comunque una miniserata da un solo film e poi uscire, e siamo finiti per vederne due in ogni caso.
Non si fugge dal richiamo del marcio.
La prima visione è un postapocalittico anni '80, "Anno 2020: i Gladiatori del Futuro". Il film era abbastanza marcio, anche se in alcuni punti il montaggio rendeva difficile capire cosa stesse succedendo. La trama era piuttosto sconclusionata ma quello che ci ha lasciato perplessi è stata l'ambientazione, che includeva una raffineria, un sacco di balordi, soldati con attrezzature futuristiche e una vasta porzione di mondo che, più che a un'apocalisse, sembrava sopravvissuta a un revival western (con tanto di indiani fintissimi). Ci siamo divertiti, e poi a chi la vogliamo dare a bere, lo sappiamo tutti che se avvenisse l'apocalisse in Texas (dove il film è ambientato) nel giro di dieci anni tornerebbe veramente il vecchio west.
Nel film non apparivano gladiatori.
Segue poi un film brutto piuttosto famoso nell'ambiente del trash, "Manos: the Hands of Fate". Devo dire che ci ha un po' delusi, perché sì, d'accordo, il film ha delle carenze tecniche gigantesche ed è pieno di scene che non hanno alcun senso, però alla fine non ci è sembrato così devastantemente orrendo. Dopo essere sopravvissuto a "Riti, Magie Nere e Segrete Orge nel Trecento", lo spettatore sarà in grado di visionare Manos con una certa agilità. L'abito cerimoniale del padrone della mansione, però, con quelle enormi mani rosse disegnate sopra, era discretamente bella.
Film Visionati: Anno 2020: i Gladiatori del Futuro e Manos: the Hands of Fate
Anno 2020: i Gladiatori del Futuro
Manos: the Hands of Fate
Non si fugge dal richiamo del marcio.
La prima visione è un postapocalittico anni '80, "Anno 2020: i Gladiatori del Futuro". Il film era abbastanza marcio, anche se in alcuni punti il montaggio rendeva difficile capire cosa stesse succedendo. La trama era piuttosto sconclusionata ma quello che ci ha lasciato perplessi è stata l'ambientazione, che includeva una raffineria, un sacco di balordi, soldati con attrezzature futuristiche e una vasta porzione di mondo che, più che a un'apocalisse, sembrava sopravvissuta a un revival western (con tanto di indiani fintissimi). Ci siamo divertiti, e poi a chi la vogliamo dare a bere, lo sappiamo tutti che se avvenisse l'apocalisse in Texas (dove il film è ambientato) nel giro di dieci anni tornerebbe veramente il vecchio west.
Nel film non apparivano gladiatori.
Segue poi un film brutto piuttosto famoso nell'ambiente del trash, "Manos: the Hands of Fate". Devo dire che ci ha un po' delusi, perché sì, d'accordo, il film ha delle carenze tecniche gigantesche ed è pieno di scene che non hanno alcun senso, però alla fine non ci è sembrato così devastantemente orrendo. Dopo essere sopravvissuto a "Riti, Magie Nere e Segrete Orge nel Trecento", lo spettatore sarà in grado di visionare Manos con una certa agilità. L'abito cerimoniale del padrone della mansione, però, con quelle enormi mani rosse disegnate sopra, era discretamente bella.
Film Visionati: Anno 2020: i Gladiatori del Futuro e Manos: the Hands of Fate
Anno 2020: i Gladiatori del Futuro
Manos: the Hands of Fate
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