Un certo Jack Nelson acquista un castello a proposito del quale si narrano terribili leggende e nei cui sotterranei si svolgono riti demoniaci attorno a Isabella, morta sul rogo seicento anni fa. I sacerdoti di Isabella, in veste di vampiri, nella notte della venticinquesima luna, vorrebbero fare rivivere la loro sacerdotessa sacrificando Krista, Lenda e persino Laureen, figlia del nuovo proprietario. Tra i vampiri appaiono il Duca di Tausher, antico ca stellano, un medico del paese, il sacerdote, l'orribile servo Gerg e lo stesso Jack Nelson. Mentre il fidanzato di Laureen, Richard Brenton, salva la sua innamorata, la popolazione insorge e Nelson guida la spedizione che metterà fine alla satanica congrega...
Ormai ogni settimana per una storia per un altra slittiamo sempre al venerdì nel postare la recensione, forse dovremmo decretare il venerdì come giorno delle recensioni... ma anche no! Sennò finiremmo per postare la recensione il sabato e la domenica e alla fine si farebbe il giro della settimana!
Ok dopo questo preambolo senza senso vi posso introdurre il film di oggi, recensito in gra stile da mitico Capitan Ano. Questa volta il suo compito non è stato affatto semplice, perché il buon Capitano ha dovuto discernere l'inesistente trama di Riti, Magie Nere e Segrete Orge nel Trecento. Come si fa a discernere qualcosa che non esistere vi chiederete voi? Capitan Ano e il Club del Marcio posso questo ed altro (i nerd hanno i loro talenti)...
Comunque il film di questa settimana mette a dura prova su tutti i fronti, non solo quello della trama. Forse è uno dei film peggiori mai girati, ve lo garantisco, e vederlo è un'esperienza quasi trascendentale... o mortale se siete troppo deboli per sopportare una tale follia cinematografica. In ogni caso fu visto la prima volta tanto tempo fa me e dal Capitan Ano e di recente lo abbiamo giustamente riproposto al Club cosicché tutti i membri potessero soffrire quanto abbiamo sofferto noi la prima volta (non che la seconda sia stata più leggera). Via, ora senza altre chiacchere vi lascio alla recensione!
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[News] Recensione di Riti, Magie Nere e Segrete Orge nel Trecento
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Vampiri
Riti, Magie Nere e Segrete Orge nel Trecento
Regia: Ralph Brown (Renato Polselli)
Genere: Horror
Produzione: Italia 1973
Durata: 100'
Cast: Mickey Hargitay, Rita Calderoni, Raul Lovecchio, Krysta Barrymore, Moschera Consolata, Max Dorian, William Darni, Gabriele Bentivoglio, Stefania Fassio
Trama: Un certo Jack Nelson acquista un castello a proposito del quale si narrano terribili leggende e nei cui sotterranei si svolgono riti demoniaci attorno a Isabella, morta sul rogo seicento anni fa. I sacerdoti di Isabella, in veste di vampiri, nella notte della venticinquesima luna, vorrebbero fare rivivere la loro sacerdotessa sacrificando Krista, Lenda e persino Laureen, figlia del nuovo proprietario. Tra i vampiri appaiono il Duca di Tausher, antico ca stellano, un medico del paese, il sacerdote, l'orribile servo Gerg e lo stesso Jack Nelson. Mentre il fidanzato di Laureen, Richard Brenton, salva la sua innamorata, la popolazione insorge e Nelson guida la spedizione che metterà fine alla satanica congrega...
Opinione del Club: Il film è un autentico Picasso, un' accozzaglia di scene, situazioni messe a caso senza alcun filo logico, caratterizzate da una pessima regia,pessimi attori, pessima fotografia e scenografia in cui spicca un vecchio castello con cortiloneper gli esterni, mentre le scene di culto esoterico sono abbozzate in uno spiazzo con bizzarro altare.
Tenterò, in una disperata impresa, di spiegarvi non la trama, ma le scene che si sono susseguite con agghiacciante ritmo sullo schermo della televisione (che non sarà più la stessa).
Il supplizio inizia con il ricco Jack Nelson che compra un'ala di un vecchio maniero, il resto appartiene ad un occultista con dei baffi spaventosi - l'attore si chiama Raoul senza cognome - che assomiglia incredibilmente a Caravaggio.
Prima di questo c'è stato un prologo dove una sudicia in minigonna rossa viene denudata e sacrificata sul già citato altare da tanti omini in costumino rosso, costoro sembravano l'equipaggio dell'Enterpreise danzanti il ballo degli umpa lumpa emettendo versi strani in latinorum.
Insomma, nell'ala del nostro Jack c'è una festa di fidanzamento della figlia Lauren con il medico Richard.
Ivi godiamo di una discussione memorabile tra la moglie di Jack e Richard dove alla domanda della signora su come mai sembrasse strano, lui risponde di non ha voglia di bere e di non essere abituato alla luce elettrica.
Compare poi una delle protagoniste femminili, di nome Lauren, che per tutto il film ci delizierà con espressioni tra il Seagal ed il Norris e sempre durante la festa vi sarà un momentaneo delirio di Jack, un incrocio tra De' Andrè e Guzzanti, che smongola furiosamente vedendo una delle ragazze presenti uscire in terrazza. Non ho capito perchè.
La festa procede, anche se mentre la gente chiacchera compare periodicamente il primo piano di un ciccione con i tic nervosi e un servo con il famoso "occhio pio" che scruta maligno il gruppo di amici.
A questo punto (l'inizio) si perde ogni continuità logica;
Lauren e una ragazza con i capelli rossi cominciano a trombare dopo che la prima era andata a prendere un foular dicendo che tramite quello si vedeva il futuro (???).
Durante la copula Lauren aveva l'espressione tipica di Robocop.
Successivamente quella con i capelli rossi viene sotterrata viva e l'altra viene piazzata in un letto.
Nel frattempo di tutto questo c'è stata una lunga scena ambientata nel trecento dove Lauren viene bruciata con l'accusa di stregoneria e dove tutti i personaggi vengono riproposti in chiave medioevale.
E' bello vedere che nel trecento la gente si chiamasse già Jack, Lauren e Richard.
Intanto l'autopunizione s'impenna e Lauren comincia ad apparire in piena notte a tutte le ragazze ospiti del castello che reagiscono come quandola madonna appare all'architetto Melandri.
Dopo di questo, una coppia di ragazze urla e piomba nella stanza il tizio obeso che aveva i tic che si rivolge a loro:
-"C'è qualche problema?"
-"No"
Cominciano a trombare. Non sapevo fosse così facile.
Dopodichè c'è un'altra carrellata di scene dove tutti i personaggi uomini irrompono dalle finestre nelle stanze, con un mantello nero alla disperata imitazione di un vampiro per poi succhiare il sangue alle vittime.
Ovviamente tutte queste scene sono intervallate da sequenze senza senso come la spasmodica riproduzione della suddetta pagliacciata medioevale, o scene in cui ricompaiono gli omini in stile Star Trek o ancora scene in cui un carismatico Caravaggio ride beffardo illuminato da luci blu,verdi,rosse e gialle oppure il servo guardingo che ogni tanto ha l'uso dell'occhio e ogni tanto no e che continua ad osservare da luoghi misteriosi (infatti spesso il suo personaggio è solo una testa rossastra, come i Queen nel video di Bohemian Rhapsody per intendersi).
E qui un altra grandiosa scena dove due delle aggredite scappano (ovviamente mezze nude), passano accanto ad una croce che piglia fuoco, e allora spunta una folla di pecorai, contadini e massaie che le accusa di stregoneria con accento sensibilmente siciliano e contemporaneamente un prete parte con una litania (che tra le altre cose prima c'era anche lui travestito da vampiro), ma prima del linciaggio arriva Raoul che sostiene che per provare la loro stregoneria devono passare pe un quadrivio dove le streghe si sono sempre incenerite. A questo punto si vede solo le due tizie che urlano e poi nient'altro, si cambia scena.
Successivamente ci sarà una spirale di eventi che porterà all'epilogo della vicenda in cui il nostro eroe Renato Polselli farà entrare: luci psichedeliche; viaggi nel tempo; Il conte Dracula; alter ego medievali; segrete del castello; paletti di frassino e risate beffarde.
Meravigliosa la sequenza di un bizzarrissimo rito, dove tutte le ragazze comparse si ritrovano nude come gustosi bruchi, incatenate a rozze strutture di legno mentre una biondona e legata ad uno scaleo.
Evitando di indagare sul perchè dello scaleo, vi dico il film è una prova di bruttezza e punizione che lascia attoniti per tutti i 94 infernali minuti, un delirio anale che però ogni amante del marcio cinematografico dovrebbe gustare per potersi vantare e disperare con se stesso per essere arrivato ad un livello superiore di esperienza marcia.
<CapitanAno >
Hanno detto:
"Il Lady Gaga del Trash... Qualcosa di tanto assurdo che c'è da chiedersi se sia stato girato consapevolmente così male o che la qualità che lo contraddistingue sia nata da un gruppo di proseliti della Madonna Sbriciolatrice dediti a stupefacenti."
Felio
"Era esattamente come guardare un film in dormiveglia, credi di seguire una trama ma anche se hai gli occhi aperti, le immagini e i suoni non assumono più un senso e a intervalli ti accorgi di scene che non hanno più alcun senso per te visto che ti sei perso molti dei precedenti minuti, peccato che durante questo film fossi sveglissimo e tuttavia la sensazione era identica."
Lord Magneto
"Il film è una specie di delirio lisergico di scene senza una precisa connessione tra di loro, si salta a caso dal trecento ai giorni nostri, senza capire di preciso quali scene siano nel trecento e quali no."
The RedMage
Genere: Horror
Produzione: Italia 1973
Durata: 100'
Cast: Mickey Hargitay, Rita Calderoni, Raul Lovecchio, Krysta Barrymore, Moschera Consolata, Max Dorian, William Darni, Gabriele Bentivoglio, Stefania Fassio
Trama: Un certo Jack Nelson acquista un castello a proposito del quale si narrano terribili leggende e nei cui sotterranei si svolgono riti demoniaci attorno a Isabella, morta sul rogo seicento anni fa. I sacerdoti di Isabella, in veste di vampiri, nella notte della venticinquesima luna, vorrebbero fare rivivere la loro sacerdotessa sacrificando Krista, Lenda e persino Laureen, figlia del nuovo proprietario. Tra i vampiri appaiono il Duca di Tausher, antico ca stellano, un medico del paese, il sacerdote, l'orribile servo Gerg e lo stesso Jack Nelson. Mentre il fidanzato di Laureen, Richard Brenton, salva la sua innamorata, la popolazione insorge e Nelson guida la spedizione che metterà fine alla satanica congrega...
Opinione del Club: Il film è un autentico Picasso, un' accozzaglia di scene, situazioni messe a caso senza alcun filo logico, caratterizzate da una pessima regia,pessimi attori, pessima fotografia e scenografia in cui spicca un vecchio castello con cortiloneper gli esterni, mentre le scene di culto esoterico sono abbozzate in uno spiazzo con bizzarro altare.
Tenterò, in una disperata impresa, di spiegarvi non la trama, ma le scene che si sono susseguite con agghiacciante ritmo sullo schermo della televisione (che non sarà più la stessa).
Il supplizio inizia con il ricco Jack Nelson che compra un'ala di un vecchio maniero, il resto appartiene ad un occultista con dei baffi spaventosi - l'attore si chiama Raoul senza cognome - che assomiglia incredibilmente a Caravaggio.
Prima di questo c'è stato un prologo dove una sudicia in minigonna rossa viene denudata e sacrificata sul già citato altare da tanti omini in costumino rosso, costoro sembravano l'equipaggio dell'Enterpreise danzanti il ballo degli umpa lumpa emettendo versi strani in latinorum.Insomma, nell'ala del nostro Jack c'è una festa di fidanzamento della figlia Lauren con il medico Richard.
Ivi godiamo di una discussione memorabile tra la moglie di Jack e Richard dove alla domanda della signora su come mai sembrasse strano, lui risponde di non ha voglia di bere e di non essere abituato alla luce elettrica.
Compare poi una delle protagoniste femminili, di nome Lauren, che per tutto il film ci delizierà con espressioni tra il Seagal ed il Norris e sempre durante la festa vi sarà un momentaneo delirio di Jack, un incrocio tra De' Andrè e Guzzanti, che smongola furiosamente vedendo una delle ragazze presenti uscire in terrazza. Non ho capito perchè.
La festa procede, anche se mentre la gente chiacchera compare periodicamente il primo piano di un ciccione con i tic nervosi e un servo con il famoso "occhio pio" che scruta maligno il gruppo di amici.
A questo punto (l'inizio) si perde ogni continuità logica;
Lauren e una ragazza con i capelli rossi cominciano a trombare dopo che la prima era andata a prendere un foular dicendo che tramite quello si vedeva il futuro (???).
Durante la copula Lauren aveva l'espressione tipica di Robocop.
Successivamente quella con i capelli rossi viene sotterrata viva e l'altra viene piazzata in un letto.
Nel frattempo di tutto questo c'è stata una lunga scena ambientata nel trecento dove Lauren viene bruciata con l'accusa di stregoneria e dove tutti i personaggi vengono riproposti in chiave medioevale.
E' bello vedere che nel trecento la gente si chiamasse già Jack, Lauren e Richard.
Intanto l'autopunizione s'impenna e Lauren comincia ad apparire in piena notte a tutte le ragazze ospiti del castello che reagiscono come quandola madonna appare all'architetto Melandri.
Dopo di questo, una coppia di ragazze urla e piomba nella stanza il tizio obeso che aveva i tic che si rivolge a loro:
-"C'è qualche problema?"
-"No"
Cominciano a trombare. Non sapevo fosse così facile.
Dopodichè c'è un'altra carrellata di scene dove tutti i personaggi uomini irrompono dalle finestre nelle stanze, con un mantello nero alla disperata imitazione di un vampiro per poi succhiare il sangue alle vittime.
Ovviamente tutte queste scene sono intervallate da sequenze senza senso come la spasmodica riproduzione della suddetta pagliacciata medioevale, o scene in cui ricompaiono gli omini in stile Star Trek o ancora scene in cui un carismatico Caravaggio ride beffardo illuminato da luci blu,verdi,rosse e gialle oppure il servo guardingo che ogni tanto ha l'uso dell'occhio e ogni tanto no e che continua ad osservare da luoghi misteriosi (infatti spesso il suo personaggio è solo una testa rossastra, come i Queen nel video di Bohemian Rhapsody per intendersi).
E qui un altra grandiosa scena dove due delle aggredite scappano (ovviamente mezze nude), passano accanto ad una croce che piglia fuoco, e allora spunta una folla di pecorai, contadini e massaie che le accusa di stregoneria con accento sensibilmente siciliano e contemporaneamente un prete parte con una litania (che tra le altre cose prima c'era anche lui travestito da vampiro), ma prima del linciaggio arriva Raoul che sostiene che per provare la loro stregoneria devono passare pe un quadrivio dove le streghe si sono sempre incenerite. A questo punto si vede solo le due tizie che urlano e poi nient'altro, si cambia scena.
Successivamente ci sarà una spirale di eventi che porterà all'epilogo della vicenda in cui il nostro eroe Renato Polselli farà entrare: luci psichedeliche; viaggi nel tempo; Il conte Dracula; alter ego medievali; segrete del castello; paletti di frassino e risate beffarde.
Meravigliosa la sequenza di un bizzarrissimo rito, dove tutte le ragazze comparse si ritrovano nude come gustosi bruchi, incatenate a rozze strutture di legno mentre una biondona e legata ad uno scaleo.
Evitando di indagare sul perchè dello scaleo, vi dico il film è una prova di bruttezza e punizione che lascia attoniti per tutti i 94 infernali minuti, un delirio anale che però ogni amante del marcio cinematografico dovrebbe gustare per potersi vantare e disperare con se stesso per essere arrivato ad un livello superiore di esperienza marcia.
<CapitanAno >
Voto del Club: | |
Qualità Cinematografica: | |
Livello di Marciume: |
Hanno detto:
"Il Lady Gaga del Trash... Qualcosa di tanto assurdo che c'è da chiedersi se sia stato girato consapevolmente così male o che la qualità che lo contraddistingue sia nata da un gruppo di proseliti della Madonna Sbriciolatrice dediti a stupefacenti."
Felio
"Era esattamente come guardare un film in dormiveglia, credi di seguire una trama ma anche se hai gli occhi aperti, le immagini e i suoni non assumono più un senso e a intervalli ti accorgi di scene che non hanno più alcun senso per te visto che ti sei perso molti dei precedenti minuti, peccato che durante questo film fossi sveglissimo e tuttavia la sensazione era identica."
Lord Magneto
"Il film è una specie di delirio lisergico di scene senza una precisa connessione tra di loro, si salta a caso dal trecento ai giorni nostri, senza capire di preciso quali scene siano nel trecento e quali no."
The RedMage
[News] Recensione di La Croce dalle Sette Pietre
Il giovane Marco riceve un invito dalla sua cugina napoletana che non vede da tempo. Appena arrivato nella città partenopea, però, viene rapinato da due balordi che riescono solo a strappargli una croce d'argento con incastonate sette pietre preziose. Marco sarà così costretto ad investigare lungo i ranghi della camorra campana, dai taccheggiatori di strada fino ai vertici del potere, per recuperare la croce perchè egli è in realtà un licantropo che solo con questa può evitare le terribili e pericolose trasformazioni...
Vi sarete chiesti che fine abbia fatto il resoconto della Serata Marcia di questa settimana, ebbene non c'è stato un errore e non ce ne siamo dimenticati, purtroppo questa settimana non si è tenuta alcuna Serata Marcia per diserzione generale (purtroppo abbiamo anche una vita...). Pazienza, una pausa ogni tanto ci vuole per far tornare a respirare i neuroni altrimenti affogati in un mare di marciume.
Il film di questa settimana è un "capolavoro" del cinema italiano dei tempi che furono. Lo stato italiano ci ha pure speso dei soldi finanziando questo abominio. Sto parlando di "La Croce dalle Sette Pietre", conosciuto anche come "Il Lupo Mannaro contro la Camorra"!
Il film fu visionato anni fa agli albori del Club del Marcio e fu una delle opere a suscitare il nostro entusiasmo per il cinema trash. Averlo rivisto una seconda volta quando ormai lo si dava per archiviato e sepolto è stata un po' una tortura devo ammettere, però una tortura esilarante!
Il buon Magneto, da sempre gran promotore di questo film fra le masse popolari, ha preso in mano la situazione e ci racconta ancora del film questa volta con un'ottima recensione.
Leggi la Recensione
Vi sarete chiesti che fine abbia fatto il resoconto della Serata Marcia di questa settimana, ebbene non c'è stato un errore e non ce ne siamo dimenticati, purtroppo questa settimana non si è tenuta alcuna Serata Marcia per diserzione generale (purtroppo abbiamo anche una vita...). Pazienza, una pausa ogni tanto ci vuole per far tornare a respirare i neuroni altrimenti affogati in un mare di marciume.
Il film di questa settimana è un "capolavoro" del cinema italiano dei tempi che furono. Lo stato italiano ci ha pure speso dei soldi finanziando questo abominio. Sto parlando di "La Croce dalle Sette Pietre", conosciuto anche come "Il Lupo Mannaro contro la Camorra"!
Il film fu visionato anni fa agli albori del Club del Marcio e fu una delle opere a suscitare il nostro entusiasmo per il cinema trash. Averlo rivisto una seconda volta quando ormai lo si dava per archiviato e sepolto è stata un po' una tortura devo ammettere, però una tortura esilarante!
Il buon Magneto, da sempre gran promotore di questo film fra le masse popolari, ha preso in mano la situazione e ci racconta ancora del film questa volta con un'ottima recensione.
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Marciotichette:
Aborym,
camorra,
Eddy Endolf,
La croce dalle sette pietre,
lupi mannari,
News
La Croce dalle Sette Pietre
Regia: Eddy Endolf (Marco Antonio Andolfi)
Genere: Horror
Produzione: Italia 1987
Durata: 88'
Cast: Marco Antonio Andolfi, Annie Belle, Gordon Mitchell, Paolo Fiorino, George Ardisson, Zaira Zoccheddu, Glauco Simonini, Giulio Massimini, Stefano Murè, Irmgard Konnertz, Marco Merlo, Gio Batta Merlo, Cristoforo Vetthen, Gino Lodero
Trama: Il giovane Marco riceve un invito dalla sua cugina napoletana che non vede da tempo. Appena arrivato nella città partenopea, però, viene rapinato da due balordi che riescono solo a strappargli una croce d'argento con incastonate sette pietre preziose. Marco sarà così costretto ad investigare lungo i ranghi della camorra campana, dai taccheggiatori di strada fino ai vertici del potere, per recuperare la croce perchè egli è in realtà un licantropo che solo con questa può evitare le terribili e pericolose trasformazioni...
Opinione del Club: Una lunga carrelata artistica di un corridoio, una serie di riprese pochissimo artistiche di gente brutta che tromba o mima con scarsa grazia atti sadomaso, un tizio sciroccato che farnetica invocando un certo "Aborym", un gorilla peloso rossiccio... inizia così una delle più incredibili esperienze cinematografiche marcie a cui l'adepto del brutto possa aspirare.
Alcuni l'hanno definito il più brutto film horror mai prodotto in Italia, qualcuno si è stupito scoprendo che per qualche arcano motivo è diventato un cult in Giappone, c'è chi potrebbe indignarsi sapendo che per farlo sono stati utilizzti fondi statali e certo tutti hanno tirato un respiro di sollievo potendo constatare che l'uomo che partorito 'sta roba in veste di autore,produttore, regista, attore protagonista: Eddy Endolf alias Marco Antonio Andolfi non ha più girato alcunchè per anni, salvo tornare recentemente con un delirante mediometraggio sequel "Riecco Aborym"...
La trama è puro delirio: un tizio piuttosto sconvolto va a Napoli, viene prontamente scippato della sua preziosa (e bruttissima:fil di ferro intrecciato e pietre finte) croce gemmata (tienila in vista fava) e disperato s'immerge nei bassifondi della malavita ("nun saccio niente commissà!!!") per recuperarla.
Il motivo di tanta apprensione è che la croce è un talismano che gli evita di trasformarsi in un lupo mannaro allo scoccare di mezzanotte come scoprirà a sue spese l'orrido ricettatore Tottonno o'cafone (alè) che ha venduto la collana a dei camorristi, sconvolto dall'apparizione di un orrido tipo con mani e testa pelose viene "sciolto" dallo sguardo calorifero del mostro.
Parte così la disperata battaglia del protagonista e di una tipa che si è messa a seguirlo così per caso contro un potente boss e i suoi politici corrotti, che tutto credono tranne che il povero Eddy voglia davvero solo la sua collana.
Intanto sogni e visioni ci rivelano il passato di Eddy: sua madre si accoppiò con il demone Aborym, dando alla luce il protagonista a cui dette la croce per evitargli di diventare un demone a sua volta ma venne uccisa quando tentò di liberarsi del suscettibilissimo orrore peloso.
Fra stragi, sexo bizarro e visioni deliranti il film procede coraggiosamente verso il finale che prevede una guest star incredibile:niente di meno che Gesù che appare sopra piazza del Vaticano a benedire la ritrovata felicità del protagonista.
Insomma dalla trama riassumibile in "Lupo mannaro contro la camorra" avrete capito con cosa ci troviamo a che fare. Cioè, pensate di averlo capito,ma in realtà non vi potete neppure immaginare il pastrocchio rivoltante che vi potreste trovare a vedere.
Tecnicamente il film è penoso, ma penoso forte,girato con una notevole povertà nelle riprese chiara nelle scenografie e nella fotografia, con uno stile di regia che stento anche a definire piatto, nella sua trashaggine è perlomeno facile da seguire e concatenato abbastanza logicamente ma niente di più.
Musiche ed effetti sonori sono particolarmente brutti e piuttosto fastidiosi.
Il protagonista è angosciante sia da normale che da trasformato: nel primo caso inespressivo e lamentoso, nel secondo semplicemente ridicolo; spendo due parole sulla trasformazione: allo scoccare di mezzanotte inizia a fare delle smorfie tipo ghigni, si odono degli ululati e la sua faccia si ricopre di peli (nessun effetto visivo, si montano immagini delle varie fasi della trasformazione), quindi i vestiti scompaiono e ci appare un tizio nudo, con pendaglio ben in vista, mani e piedi pelosi-artigliati e una specie di cappuccio lupiforme che inizia a camminare tipo zombie in cerca di vittime.
Tutti gli altri attori sono macchiette con l'aggravante della parlata napoletana, più una troiona "romana de roma", salverei solo il grande George Mitchell che compare in veste di sacerdote a inizio film con la frase tormentone "Aborym, palesati a me" e quindi "Aborym ti prego vieni qui, Aborym ti ordino di venire qui", manco fosse il suo cane.
Il demone Aborym è la vera star di questo film, peccato appaia così poco,all'inizio, nei sogni e nella scena migliore del film, quando la madre del protagonista tenta di scacciarlo da casa sua dicendogli "Satana non voglio più adorarti nè servirti", probabilmente si era rotto i coglioni di togliere peli demoniaci lunghi un metro dal bagno e lui dopo averle dato giustamente della puttana, la piglia bene e le fa esplodere la pancia, con un effetto speciale così brutto da causare incubi.

Potrei andare avanti a descrivere ogni scena assurda di questo film ma ho già spoilerato a sufficenza, dico solo: occhio alle parti di sogno:flashback, il faccione di mitchell, il testone di Aborym, raggi rossi, fotografia seppia e musichina angosciante... causano ilarità incontrollabile, catalessi o epilessia.
Personalmente adoro questo film e lo piazzo nella TopThree del brutto con "Dunyayi Kurtaram Adam"e "Riti, magie, nere e segrete orge nel trecento", questo perlomeno ha una lungezza tollerabile e come ho già detto si riesce a seguire abbastanza bene.
Guardatevelo se ardite chiamarvi "Marci".
<Lord Magneto>
Incredibilmente non ho fatto una media per i voti di Qualità e Marciume: tutti avevano dato lo stesso identico punteggio. Male: l'insensata polemica è l'anima di questo Club.
Hanno detto:
"Questo film è decisamente punitivo, con una visione di napoli ai limiti del caricaturale, alcune delle peggiori scene di sesso della storia della cinematografia e con un uomo lupo completamente glabro a parte un perizoma di pelo. Come non amarlo?"
Black Lotus
"Come sono contento di averlo visto la seconda volta. Andate a fare in culo tutti."
CapitanAno
"Per mezz'ora di film lui non fa altro che trasformarsi facendo dei ghigni che pareva stesse per cacare un chilo di ricci di mare."
Winter
Genere: Horror
Produzione: Italia 1987
Durata: 88'
Cast: Marco Antonio Andolfi, Annie Belle, Gordon Mitchell, Paolo Fiorino, George Ardisson, Zaira Zoccheddu, Glauco Simonini, Giulio Massimini, Stefano Murè, Irmgard Konnertz, Marco Merlo, Gio Batta Merlo, Cristoforo Vetthen, Gino Lodero
Trama: Il giovane Marco riceve un invito dalla sua cugina napoletana che non vede da tempo. Appena arrivato nella città partenopea, però, viene rapinato da due balordi che riescono solo a strappargli una croce d'argento con incastonate sette pietre preziose. Marco sarà così costretto ad investigare lungo i ranghi della camorra campana, dai taccheggiatori di strada fino ai vertici del potere, per recuperare la croce perchè egli è in realtà un licantropo che solo con questa può evitare le terribili e pericolose trasformazioni...
Opinione del Club: Una lunga carrelata artistica di un corridoio, una serie di riprese pochissimo artistiche di gente brutta che tromba o mima con scarsa grazia atti sadomaso, un tizio sciroccato che farnetica invocando un certo "Aborym", un gorilla peloso rossiccio... inizia così una delle più incredibili esperienze cinematografiche marcie a cui l'adepto del brutto possa aspirare.
Alcuni l'hanno definito il più brutto film horror mai prodotto in Italia, qualcuno si è stupito scoprendo che per qualche arcano motivo è diventato un cult in Giappone, c'è chi potrebbe indignarsi sapendo che per farlo sono stati utilizzti fondi statali e certo tutti hanno tirato un respiro di sollievo potendo constatare che l'uomo che partorito 'sta roba in veste di autore,produttore, regista, attore protagonista: Eddy Endolf alias Marco Antonio Andolfi non ha più girato alcunchè per anni, salvo tornare recentemente con un delirante mediometraggio sequel "Riecco Aborym"...
La trama è puro delirio: un tizio piuttosto sconvolto va a Napoli, viene prontamente scippato della sua preziosa (e bruttissima:fil di ferro intrecciato e pietre finte) croce gemmata (tienila in vista fava) e disperato s'immerge nei bassifondi della malavita ("nun saccio niente commissà!!!") per recuperarla.
Il motivo di tanta apprensione è che la croce è un talismano che gli evita di trasformarsi in un lupo mannaro allo scoccare di mezzanotte come scoprirà a sue spese l'orrido ricettatore Tottonno o'cafone (alè) che ha venduto la collana a dei camorristi, sconvolto dall'apparizione di un orrido tipo con mani e testa pelose viene "sciolto" dallo sguardo calorifero del mostro.
Parte così la disperata battaglia del protagonista e di una tipa che si è messa a seguirlo così per caso contro un potente boss e i suoi politici corrotti, che tutto credono tranne che il povero Eddy voglia davvero solo la sua collana.
Intanto sogni e visioni ci rivelano il passato di Eddy: sua madre si accoppiò con il demone Aborym, dando alla luce il protagonista a cui dette la croce per evitargli di diventare un demone a sua volta ma venne uccisa quando tentò di liberarsi del suscettibilissimo orrore peloso.
Fra stragi, sexo bizarro e visioni deliranti il film procede coraggiosamente verso il finale che prevede una guest star incredibile:niente di meno che Gesù che appare sopra piazza del Vaticano a benedire la ritrovata felicità del protagonista.
Insomma dalla trama riassumibile in "Lupo mannaro contro la camorra" avrete capito con cosa ci troviamo a che fare. Cioè, pensate di averlo capito,ma in realtà non vi potete neppure immaginare il pastrocchio rivoltante che vi potreste trovare a vedere.
Tecnicamente il film è penoso, ma penoso forte,girato con una notevole povertà nelle riprese chiara nelle scenografie e nella fotografia, con uno stile di regia che stento anche a definire piatto, nella sua trashaggine è perlomeno facile da seguire e concatenato abbastanza logicamente ma niente di più.
Musiche ed effetti sonori sono particolarmente brutti e piuttosto fastidiosi.
Il protagonista è angosciante sia da normale che da trasformato: nel primo caso inespressivo e lamentoso, nel secondo semplicemente ridicolo; spendo due parole sulla trasformazione: allo scoccare di mezzanotte inizia a fare delle smorfie tipo ghigni, si odono degli ululati e la sua faccia si ricopre di peli (nessun effetto visivo, si montano immagini delle varie fasi della trasformazione), quindi i vestiti scompaiono e ci appare un tizio nudo, con pendaglio ben in vista, mani e piedi pelosi-artigliati e una specie di cappuccio lupiforme che inizia a camminare tipo zombie in cerca di vittime.
Tutti gli altri attori sono macchiette con l'aggravante della parlata napoletana, più una troiona "romana de roma", salverei solo il grande George Mitchell che compare in veste di sacerdote a inizio film con la frase tormentone "Aborym, palesati a me" e quindi "Aborym ti prego vieni qui, Aborym ti ordino di venire qui", manco fosse il suo cane.Il demone Aborym è la vera star di questo film, peccato appaia così poco,all'inizio, nei sogni e nella scena migliore del film, quando la madre del protagonista tenta di scacciarlo da casa sua dicendogli "Satana non voglio più adorarti nè servirti", probabilmente si era rotto i coglioni di togliere peli demoniaci lunghi un metro dal bagno e lui dopo averle dato giustamente della puttana, la piglia bene e le fa esplodere la pancia, con un effetto speciale così brutto da causare incubi.

Potrei andare avanti a descrivere ogni scena assurda di questo film ma ho già spoilerato a sufficenza, dico solo: occhio alle parti di sogno:flashback, il faccione di mitchell, il testone di Aborym, raggi rossi, fotografia seppia e musichina angosciante... causano ilarità incontrollabile, catalessi o epilessia.
Personalmente adoro questo film e lo piazzo nella TopThree del brutto con "Dunyayi Kurtaram Adam"e "Riti, magie, nere e segrete orge nel trecento", questo perlomeno ha una lungezza tollerabile e come ho già detto si riesce a seguire abbastanza bene.
Guardatevelo se ardite chiamarvi "Marci".
<Lord Magneto>
Voto del Club: | |
Qualità Cinematografica: | |
Livello di Marciume: |
Incredibilmente non ho fatto una media per i voti di Qualità e Marciume: tutti avevano dato lo stesso identico punteggio. Male: l'insensata polemica è l'anima di questo Club.
Hanno detto:
"Questo film è decisamente punitivo, con una visione di napoli ai limiti del caricaturale, alcune delle peggiori scene di sesso della storia della cinematografia e con un uomo lupo completamente glabro a parte un perizoma di pelo. Come non amarlo?"
Black Lotus
"Come sono contento di averlo visto la seconda volta. Andate a fare in culo tutti."
CapitanAno
"Per mezz'ora di film lui non fa altro che trasformarsi facendo dei ghigni che pareva stesse per cacare un chilo di ricci di mare."
Winter
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