Rodney e Janet hanno lasciato l'Impero dei Ninja per via del loro amore segreto e ora cercano di avere una vita normale in città. Le cose però non vanno bene per loro e oltre a dover affrontare difficoltà ed umiliazioni Rodney viene arrestato ingiustamente ed è costretto ad abbandonare Janet e suo figlio appena nato al loro destino. Riusciranno Rodney e Janet a rincontrarsi? Intanto nell'Impero dei Ninja Stewart, un guerriero assetato di potere, uccide il Gran Maestro per prenderne il posto ingannando tutti gli altri Ninja. Tutti tranne il fedele Ninja Gordon che si rifugia sulle montagne in attesa di potersi vendicare della morte del maestro...
Non potevo lasciare che il Drugo fosse l'unico a parlare di ninja questo mese, per cui ho pensato di fargli compagnia propinandovi la recensione dell'unico altro ninja-movie "due in uno" che abbiamo visto finora. Le parti ninja sono come al solito esilaranti, ma quelle non ninja in questo caso ci hanno messo a dura prova: laddove in Ninja Terminator avevamo a che fare con un poliziesco pieno di risse e personaggi improbabili, come Tiger Chan e la sua parrucca bionda, qui ci viene propinato un film drammatico che ci ha annoiato oltre ogni dire.
Commandments è il primo film di questo genere cha abbiamo visto: ricordo ancora quando allo scorso Lucca Comics trovammo una bancarella che vendeva dvd, Lotus estrasse dal mucchio la custodia contenente questo film e disse "Secondo me il filone ninja andrebbe esplorato". Il primo impatto con le improbabili parti ninja (e con dei ninja che portavano bandane con la scritta "ninja") ci lasciò tutto sommato entusiasti, e ci portò a continuare l'esporazione del genere. A ragion veduta va detto che però Ninja Terminator ha forse qualcosa in più rispetto a Ninja Commandments.
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[News] Recensione di Ninja Commandments
Marciotichette:
Godfrey Ho,
Joseph Lai,
News,
Ninja,
Ninja Commandments,
Richard Harrison
Ninja Commandments
Regia: Joseph Lai
Genere: Ninja!
Produzione: Hong Kong 1987
Durata: 88'
Cast: Richard Harrison, Dave Wheeler, Peter Kjaer, Adam Frank, Christine, Huisintyeld Paul, Timothy Alberto, Louis Ruth, Elsa Yeung, Eagle Lee, Tattooer Ma, Teddy Ngai, Kor Chung Hung, Celia Kong
Trama: Rodney e Janet hanno lasciato l'Impero dei Ninja per via del loro amore segreto e ora cercano di avere una vita normale in città. Le cose però non vanno bene per loro e oltre a dover affrontare difficoltà ed umiliazioni Rodney viene arrestato ingiustamente ed è costretto ad abbandonare Janet e suo figlio appena nato al loro destino. Riusciranno Rodney e Janet a rincontrarsi? Intanto nell'Impero dei Ninja Stewart, un guerriero assetato di potere, uccide il Gran Maestro per prenderne il posto ingannando tutti gli altri Ninja. Tutti tranne il fedele Ninja Gordon che si rifugia sulle montagne in attesa di potersi vendicare della morte del maestro...
Opinione del Club: Questa pellicola è il primo ninja-movie che il club ha subito. L'impatto è stato abbastanza duro da convincerci a farci del male continuando a esplorare il genere. È un film piuttosto... Strano, indubbiamente dotato di un forte trash-valore, ma che altrettanto indubbiamente non risparmia allo spettatore momenti di pura disperazione.

Il fatto è che è abbastanza palese che non si può parlare del film ma piuttosto dei film: scene di provenienza diversa sembrano alternarsi nella durata della pellicola. Per la maggior parte del tempo infatti lo schermo è occupato dalle tristissime vicende di una famiglia che nel tempo subisce le angherie della bizzarra mafia locale, vede il capofamiglia ingiustamente imprigionato e viene colpita da tutta una serie di disgrazie che portano ad un tragico epilogo. Ogni tanto qualche scena comica di dubbio gusto cerca di diluire un po' la tensione, col risultato di lasciare lo spettatore più perplesso che altro. Queste parti sono, oltre che inopinatamente lacrimevoli, impossibilmente noiose, e ci hanno messo a dura prova - sospettiamo che il regista le abbia barbaramente strappate a qualche produzione drammatica di Hong Kong di cui potrebbe avere appositamente comprato i diritti, e successivamente ridoppiate cambiando i nomi e alcuni dettagli. Oltre che noiosa, questa parte del film è scadente anche dal punto di vista tecnico: la trama presenta buchi ovunque (per esempio, il capofamiglia viene imprigionato, poi lo si ritrovano in libertà ma non si capisce per quale motivo non sia tornato a casa subito dopo essere uscito dal carcere), il setting è dubbio (non abbiamo mai capito in che luogo e tempo il tutto avrebbe dovuto avere luogo, e anche la geografia del luogo cambia via via) e alcuni particolari (tipo la realizzazione delle bruciature della madre) erano a dir poco fastidiosi.
Tuttavia almeno un'altra vicenda viene narrata durante il film, alternando liberamente scene dall'una o dall'altra storia - quella che narra i fatti avvenuti nel Vilaggio dei Ninja. Al contrario delle precedenti, queste parti sono esilaranti per l'approssimazione con la quale sono realizzate, a partire dai costumi dei Ninja, che potete ammirare nella locandina qui sopra, che includevano spesso una bandana recante la scritta "Ninja" in caratteri occidentali. Ma il marcio non si ferma qui: da menzionare anche le ambientazioni (le foreste mostrate dovevano essere in realtà il boschetto di un parco pubblico, come si può notare dalle ringhiere che si vedono ogni tanto), la recitazione (memorabile la scena della morte di Adam) e gli effetti speciali (virtualmente l'unico presente è la sparizione dei ninja, realizzata con un proditorio taglio di pellicola). La scena in cui Gordon sale su un masso e grida al cielo "Ninjaaaaaaaa!!!" ci ha quasi commosso. Altra fonte di divertimento erano i nomi tipicamente ninja dei protagonisti: l'usurpatore Stewart, il fedele Gordon, il discepolo Adam... Purtroppo però, nonostante le parti ninja siano divertenti, occupano solo una parte tutto sommato piccola della durata del film, lasciandoci per quasi tutto il tempo in balia del noiosissimo dramma familiare.
Inoltre, ogni tanto il Capo-Ninja interrompe la storia per declamare uno dei "Comandamenti del Ninja" da cui il film prende il titolo. Ovviamente questi comandamenti sono largamente privi di senso, di alcuni non si capisce il motivo ("Il Ninja rimarrà casto fino al matrimonio", perché?) ma quasi tutti ci hanno fatto sbellicare ("Un ninja è un ninja: chi nasce ninja muore ninja, ed egli sarà sempre un ninja"). Idealmente la parte della storia che segue un comandamento dovrebbe ilustrare come i ninja lo vivono, ma ovviamente di solito il collegamento è vago e quasi sempre inesistente.
Che queste "anime" ci incastrino poco l'una con l'altra è abbastanza evidente, anche alla luce del fatto che mentre nella parte strappalacrime gli attori sono orientali, le scene che hanno come protagonisti i ninja sono popolate di attori occidentali. Per dare una maggiore plausibilità a tutto si è deciso di uniformare i nomi, chiamando con nomi occidentali anche gli attori orientali e creando una sensazione abbastanza grottesca quando si vedono attori dagli occhi a mandorla chiamarsi l'un l'altro "Rodney" "Janet" "Dennis" e cos' via. Anche l'aggancio di trama usato per legare le due parti è piuttosto risibile: ci viene detto che i due genitori sono ex-ninja fuggiti dal villaggio (perché hanno disubbidito appunto al comandamento sulla castità prematrimoniale) ma come ninja non dovevano essere granché perché passano gran parte del film a farsi menare e a mostrare in generale abilità fisiche degne di un cocomero.
Da notare che persino la copertina del dvd originale (che mi vanto di possedere) era scadente: non c'erano immagini (la parte anteriore riportava solo la scritta "Ninja Commandments" fiammeggiante su sfondo nero) e la trama non sembra avere molto a che fare con quella del film, considerato che parla di un ninja ribelle, "Ivan il Rosso" del quale non si hanno notizie per tutta la pellicola. Il fatto è che Ivan in realtà compare in... un altro film! Infatti il regista ha girato molti altri ninja-movies, e in uno di questi, Ninja Squad, l'attore che recita l'usurpatore Stewart in Ninja Commandments interpreta effettivamente un personaggio con quel nome.
In definitiva: l'impatto con un film realizzato mettendo di fatto insieme altri due film, diversi in tutto e per tutto ma entrambi orribili, può risulare traumatico ma anche, come nel nostro caso, decisamente esilarante. Se avete voglia di scavare nel letame, questo film contiene diverse trash-perle, ma sappiate che andrete incontro a lunghi periodi di noia mortale per estrarle.
<The RedMage>
Hanno Detto:
"Qualche incompetente in poche parole ha pensato di fare un film girandone solo 1/5, probabilmente ci troviamo davanti ad uno dei film con il più basso budget mai visto."
Winter
"Orrendo, orrendo oltre ogni definizione..."
Felio
"Sono sicuro che ci sono film Ninja trash molto migliori là fuori... cioè che parlano di Ninja tutto il tempo!"
Il Drugo
"Era bellissimo, è stato bello scoprire che potesse esistere un maestro ninja con barba, baffi ed una fascia in testa con su scritto 'Ninja'."
De Sade
Genere: Ninja!
Produzione: Hong Kong 1987
Durata: 88'
Cast: Richard Harrison, Dave Wheeler, Peter Kjaer, Adam Frank, Christine, Huisintyeld Paul, Timothy Alberto, Louis Ruth, Elsa Yeung, Eagle Lee, Tattooer Ma, Teddy Ngai, Kor Chung Hung, Celia Kong
Trama: Rodney e Janet hanno lasciato l'Impero dei Ninja per via del loro amore segreto e ora cercano di avere una vita normale in città. Le cose però non vanno bene per loro e oltre a dover affrontare difficoltà ed umiliazioni Rodney viene arrestato ingiustamente ed è costretto ad abbandonare Janet e suo figlio appena nato al loro destino. Riusciranno Rodney e Janet a rincontrarsi? Intanto nell'Impero dei Ninja Stewart, un guerriero assetato di potere, uccide il Gran Maestro per prenderne il posto ingannando tutti gli altri Ninja. Tutti tranne il fedele Ninja Gordon che si rifugia sulle montagne in attesa di potersi vendicare della morte del maestro...
Opinione del Club: Questa pellicola è il primo ninja-movie che il club ha subito. L'impatto è stato abbastanza duro da convincerci a farci del male continuando a esplorare il genere. È un film piuttosto... Strano, indubbiamente dotato di un forte trash-valore, ma che altrettanto indubbiamente non risparmia allo spettatore momenti di pura disperazione.
Il fatto è che è abbastanza palese che non si può parlare del film ma piuttosto dei film: scene di provenienza diversa sembrano alternarsi nella durata della pellicola. Per la maggior parte del tempo infatti lo schermo è occupato dalle tristissime vicende di una famiglia che nel tempo subisce le angherie della bizzarra mafia locale, vede il capofamiglia ingiustamente imprigionato e viene colpita da tutta una serie di disgrazie che portano ad un tragico epilogo. Ogni tanto qualche scena comica di dubbio gusto cerca di diluire un po' la tensione, col risultato di lasciare lo spettatore più perplesso che altro. Queste parti sono, oltre che inopinatamente lacrimevoli, impossibilmente noiose, e ci hanno messo a dura prova - sospettiamo che il regista le abbia barbaramente strappate a qualche produzione drammatica di Hong Kong di cui potrebbe avere appositamente comprato i diritti, e successivamente ridoppiate cambiando i nomi e alcuni dettagli. Oltre che noiosa, questa parte del film è scadente anche dal punto di vista tecnico: la trama presenta buchi ovunque (per esempio, il capofamiglia viene imprigionato, poi lo si ritrovano in libertà ma non si capisce per quale motivo non sia tornato a casa subito dopo essere uscito dal carcere), il setting è dubbio (non abbiamo mai capito in che luogo e tempo il tutto avrebbe dovuto avere luogo, e anche la geografia del luogo cambia via via) e alcuni particolari (tipo la realizzazione delle bruciature della madre) erano a dir poco fastidiosi.
Tuttavia almeno un'altra vicenda viene narrata durante il film, alternando liberamente scene dall'una o dall'altra storia - quella che narra i fatti avvenuti nel Vilaggio dei Ninja. Al contrario delle precedenti, queste parti sono esilaranti per l'approssimazione con la quale sono realizzate, a partire dai costumi dei Ninja, che potete ammirare nella locandina qui sopra, che includevano spesso una bandana recante la scritta "Ninja" in caratteri occidentali. Ma il marcio non si ferma qui: da menzionare anche le ambientazioni (le foreste mostrate dovevano essere in realtà il boschetto di un parco pubblico, come si può notare dalle ringhiere che si vedono ogni tanto), la recitazione (memorabile la scena della morte di Adam) e gli effetti speciali (virtualmente l'unico presente è la sparizione dei ninja, realizzata con un proditorio taglio di pellicola). La scena in cui Gordon sale su un masso e grida al cielo "Ninjaaaaaaaa!!!" ci ha quasi commosso. Altra fonte di divertimento erano i nomi tipicamente ninja dei protagonisti: l'usurpatore Stewart, il fedele Gordon, il discepolo Adam... Purtroppo però, nonostante le parti ninja siano divertenti, occupano solo una parte tutto sommato piccola della durata del film, lasciandoci per quasi tutto il tempo in balia del noiosissimo dramma familiare.
Inoltre, ogni tanto il Capo-Ninja interrompe la storia per declamare uno dei "Comandamenti del Ninja" da cui il film prende il titolo. Ovviamente questi comandamenti sono largamente privi di senso, di alcuni non si capisce il motivo ("Il Ninja rimarrà casto fino al matrimonio", perché?) ma quasi tutti ci hanno fatto sbellicare ("Un ninja è un ninja: chi nasce ninja muore ninja, ed egli sarà sempre un ninja"). Idealmente la parte della storia che segue un comandamento dovrebbe ilustrare come i ninja lo vivono, ma ovviamente di solito il collegamento è vago e quasi sempre inesistente.
Che queste "anime" ci incastrino poco l'una con l'altra è abbastanza evidente, anche alla luce del fatto che mentre nella parte strappalacrime gli attori sono orientali, le scene che hanno come protagonisti i ninja sono popolate di attori occidentali. Per dare una maggiore plausibilità a tutto si è deciso di uniformare i nomi, chiamando con nomi occidentali anche gli attori orientali e creando una sensazione abbastanza grottesca quando si vedono attori dagli occhi a mandorla chiamarsi l'un l'altro "Rodney" "Janet" "Dennis" e cos' via. Anche l'aggancio di trama usato per legare le due parti è piuttosto risibile: ci viene detto che i due genitori sono ex-ninja fuggiti dal villaggio (perché hanno disubbidito appunto al comandamento sulla castità prematrimoniale) ma come ninja non dovevano essere granché perché passano gran parte del film a farsi menare e a mostrare in generale abilità fisiche degne di un cocomero.
Da notare che persino la copertina del dvd originale (che mi vanto di possedere) era scadente: non c'erano immagini (la parte anteriore riportava solo la scritta "Ninja Commandments" fiammeggiante su sfondo nero) e la trama non sembra avere molto a che fare con quella del film, considerato che parla di un ninja ribelle, "Ivan il Rosso" del quale non si hanno notizie per tutta la pellicola. Il fatto è che Ivan in realtà compare in... un altro film! Infatti il regista ha girato molti altri ninja-movies, e in uno di questi, Ninja Squad, l'attore che recita l'usurpatore Stewart in Ninja Commandments interpreta effettivamente un personaggio con quel nome.
In definitiva: l'impatto con un film realizzato mettendo di fatto insieme altri due film, diversi in tutto e per tutto ma entrambi orribili, può risulare traumatico ma anche, come nel nostro caso, decisamente esilarante. Se avete voglia di scavare nel letame, questo film contiene diverse trash-perle, ma sappiate che andrete incontro a lunghi periodi di noia mortale per estrarle.
<The RedMage>
| Voto del Club: | |
| Qualità Cinematografica: | |
| Livello di Marciume: |
Hanno Detto:
"Qualche incompetente in poche parole ha pensato di fare un film girandone solo 1/5, probabilmente ci troviamo davanti ad uno dei film con il più basso budget mai visto."
Winter
"Orrendo, orrendo oltre ogni definizione..."
Felio
"Sono sicuro che ci sono film Ninja trash molto migliori là fuori... cioè che parlano di Ninja tutto il tempo!"
Il Drugo
"Era bellissimo, è stato bello scoprire che potesse esistere un maestro ninja con barba, baffi ed una fascia in testa con su scritto 'Ninja'."
De Sade
Serata Marcia: 26 Aprile 2010
A volte capitano quelle Serate Marce abbastanza intime, con pochi adepti presenti, dove si trova largamente posto in salotto senza che nessuno si debba sdraiare sul tappeto permettendo così a tutti di stendere comodamente le gambe verso l'infinito ed oltre e accomodarsi il più spaparanzati che mai. Ebbene l'ultima Serata Marcia è stata una di queste.
Esistono anche quelle Serate Marce dove l'autopunizione cinematografica incombe minacciosa, e io inconsciamente ho aiutato la cosa aggiungendo Robot Holocaust alla riserva dei film. Neanche a farlo apposta il dado ha scelto subito tale film e l'autopunizione è scesa su di noi terribile più che mai!
Robot Holocaust, film consigliatoci in varie occasioni dal Mago Rosso, parla di un futuro post-apocalittico dominato guarda caso da robot e di un gruppo di ribelli che vuole sconfiggere una strana entità per liberare gli umani dal dominio delle macchine. Peccato che il film sia così orribile e fatto così male che sembra una farsa. E' stata dura arrivare fino in fondo alla visione per via dell'estrema lentezza di molte scene e per la totale sconclusionatezza della maggior parte dei dialoghi, ma noi ce l'abbiamo fatta! E' stata dura non tanto per la rudimentalità delle riprese e degli effetti speciali ma per il fatto che la maggior parte del film è di un tedioso e di un prolisso tale che più di una volta ci siamo trovati a vociare contro il televisore per intimare ai personaggi di muoversi e passare alla prossima scena. Un vero film marcio putrescente, proibitivo per i comuni mortali e duro da sopportare anche per noi, ma ogni tanto l'autopunizione ci vuole e fa parte del lavoro del Club sostenerla.
Il secondo film è stato decisamente migliore. Era tanto che ne perlavamo e che lo volevamo vedere, finalmente è uscito fuori, il filmone della Troma, Surf Nazi Must Die! Ovviamente sempre di film marcio si parla, però è un'opera divertente con molte trovate demenziali a partire dalla trama: Surfisti nazisti che dopo un terribile terremoto a Los Angeles prendono il controllo delle spiaggie uccidendo tutte le bande rivali ed importunando la gente che incontrano. Un'idea geniale! Senza contare che ci sono diverse belle scene di surf (sport che personalmente adoro e pratico) per cui ho apprezzato molto questo film. In genere comunque c'è azione, ritmo e situazioni assurde perciò è stata una visione gradita a tutti i membri del Club presenti.
Film visionati: Robot Holocaust e Surf Nazi Must Die
Robot Holocaust
Surf Nazi Must Die
Esistono anche quelle Serate Marce dove l'autopunizione cinematografica incombe minacciosa, e io inconsciamente ho aiutato la cosa aggiungendo Robot Holocaust alla riserva dei film. Neanche a farlo apposta il dado ha scelto subito tale film e l'autopunizione è scesa su di noi terribile più che mai!
Robot Holocaust, film consigliatoci in varie occasioni dal Mago Rosso, parla di un futuro post-apocalittico dominato guarda caso da robot e di un gruppo di ribelli che vuole sconfiggere una strana entità per liberare gli umani dal dominio delle macchine. Peccato che il film sia così orribile e fatto così male che sembra una farsa. E' stata dura arrivare fino in fondo alla visione per via dell'estrema lentezza di molte scene e per la totale sconclusionatezza della maggior parte dei dialoghi, ma noi ce l'abbiamo fatta! E' stata dura non tanto per la rudimentalità delle riprese e degli effetti speciali ma per il fatto che la maggior parte del film è di un tedioso e di un prolisso tale che più di una volta ci siamo trovati a vociare contro il televisore per intimare ai personaggi di muoversi e passare alla prossima scena. Un vero film marcio putrescente, proibitivo per i comuni mortali e duro da sopportare anche per noi, ma ogni tanto l'autopunizione ci vuole e fa parte del lavoro del Club sostenerla.
Il secondo film è stato decisamente migliore. Era tanto che ne perlavamo e che lo volevamo vedere, finalmente è uscito fuori, il filmone della Troma, Surf Nazi Must Die! Ovviamente sempre di film marcio si parla, però è un'opera divertente con molte trovate demenziali a partire dalla trama: Surfisti nazisti che dopo un terribile terremoto a Los Angeles prendono il controllo delle spiaggie uccidendo tutte le bande rivali ed importunando la gente che incontrano. Un'idea geniale! Senza contare che ci sono diverse belle scene di surf (sport che personalmente adoro e pratico) per cui ho apprezzato molto questo film. In genere comunque c'è azione, ritmo e situazioni assurde perciò è stata una visione gradita a tutti i membri del Club presenti.
Film visionati: Robot Holocaust e Surf Nazi Must Die
Robot Holocaust
Surf Nazi Must Die
Marciotichette:
SerataMarcia
Serata Marcia: 19 Aprile 2010
In questa possente serata a casa del Solfa, che abbiamo ridotto in maniera più grezza del solito, le proiezioni sono state particolarmente benigne e maligne al contempo.
Il dado prima ha portato sul televisore l'ottimissimo "2019 - Dopo la caduta di New York", grande esempio del filone post-atomico italiano frutto del successo delle avventure di Jena e delle battaglie dei guerrieri della notte, diretto con una certa maestria dal mio personale idolo Luigi Montefiori - accreditato con lo pseudonimo solito di George Eastman - il film propone una buona storia condita con bei combattimenti assurdi, bei personaggi assurdi come "L'uomo più forte della confederazione", modellini fatti malissimo ed infine apprezzabili effetti speciali analogici come piacciono a noi.
Il secondo film ci ha messo più a dura prova con un'opera dell'amico di grandi e piccini Joe D'amato, "Buio Omega" che presenta la morbosa necrofilia che lega il protagonista imbalsamatore con la salma della defunta fidanzata, la storia è circodata da forti scene gore a partire dalla famosissima sequenza dell'imbalsamazione dell'amata. Un po' lento in certi frangenti, ma sicuramente incisivo nella crudezza delle immagini e nella pazzia del protagonista, che, tra le altre cose, in seguito si è buttato sul porno dando gioia a molti di noi. A me sicuramente.
Film visionati: 2019: Dopo la Caduta di New York e Buio Omega
2019: Dopo la Caduta di New York
Buio Omega
Il dado prima ha portato sul televisore l'ottimissimo "2019 - Dopo la caduta di New York", grande esempio del filone post-atomico italiano frutto del successo delle avventure di Jena e delle battaglie dei guerrieri della notte, diretto con una certa maestria dal mio personale idolo Luigi Montefiori - accreditato con lo pseudonimo solito di George Eastman - il film propone una buona storia condita con bei combattimenti assurdi, bei personaggi assurdi come "L'uomo più forte della confederazione", modellini fatti malissimo ed infine apprezzabili effetti speciali analogici come piacciono a noi.
Il secondo film ci ha messo più a dura prova con un'opera dell'amico di grandi e piccini Joe D'amato, "Buio Omega" che presenta la morbosa necrofilia che lega il protagonista imbalsamatore con la salma della defunta fidanzata, la storia è circodata da forti scene gore a partire dalla famosissima sequenza dell'imbalsamazione dell'amata. Un po' lento in certi frangenti, ma sicuramente incisivo nella crudezza delle immagini e nella pazzia del protagonista, che, tra le altre cose, in seguito si è buttato sul porno dando gioia a molti di noi. A me sicuramente.
Film visionati: 2019: Dopo la Caduta di New York e Buio Omega
2019: Dopo la Caduta di New York
Buio Omega
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