B-Movies e Cinema Trash


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[News] Recensione di DeathStalker

Il guerriero e fuori-legge conosciuto come Deathstalker si ritrova coinvolto da una vecchia strega nella missione di trovare e unire i tre poteri della creazione: un calice, un amuleto e una spada. Anche il mago malvagio Munkar li desidera e ne posside già due usandoli per scopi nefasti. Dopo aver ritrovato la spada, Deathstalker si unisce ad altri viaggiatori diretti ad un grande torneo fra guerrieri indetto da Munkar stesso per determinare il suo erede. Il mago si è infatti impossessato del regno detenendo la vera principessa prigioniera e pianifica di uccidere Deathstalker. L'eroe si ritroverà così a combattere per salvare le principessa e liberare il regno...

Film di genere Sword&Sorcery, primo di una sfortunata serie di quattro pellicole. Vedemmo i primi due film in una serata che presuntuosamente appellammo col titolo di "Maratona Deathstalker" (come se per fare una maratona bastassero due film, suvvia) e il secondo ci dette molta soddisfazione - un po' meno il primo, di cui ho appena postato la recensione, che ha pretese di essere più epico ma riesce solo a essere più scialbo - almeno DeathStalker 2 non si prendeva sul serio e ci ha fatto sgansciare dalle risate in più occasioni. Senza contare che nel secondo c'erano anche gli zombie. Certo, nel primo film c'era l'Omino che Gira (che potete ammirare in fondo alla recensione) ma nel secondo hanno avuto la brillante idea di... riutilizzare la stessa scena, per cui da questo punto di vista sono pari.

L'enorme quantità di procaci donzelle seminude rimane immutata da un film all'altro se non altro.
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Per il futuro: onestamente penserei che con l'avvento ormai prossimo di Settembre sia possibile ricominciare a sfornare recensioni a pieno ritmo, anche se devo parlarne un po' più approfondiatmente con gli altri due. Stavolta la mia sarà anticipata al 20, visto che il 30 settembre sarò forse occupato a spendere tutto quello che ho guadagnato in due duri mesi di lavoro chicaghese in quel di Las Vegas, o forse sperduto nei deserti dell'Ariziona. Penserei che il CapitAno possa essere in grado di produrre qualcosa intorno al 10 e il Drugo intorno al 30, ma è ancora tutto da definire.

DeathStalker


Regia: James Sbardellati

Genere: Sword & Sorcery

Produzione: USA/Argentina 1983

Durata: 80'

Cast: Rick Hill, Barbi Benton, Richard Brooker, Lana Clarkson, Victor Bo, Bernard Erhard, August Larreta, Lillian Ker, Marcos Woinsky, Adrian De Piero, George Sorvic, Boy Olmi, Horace Marassi, Patrick Duggan, Maria Fournery

Trama: Il guerriero e fuori-legge conosciuto come Deathstalker si ritrova coinvolto da una vecchia strega nella missione di trovare e unire i tre poteri della creazione: un calice, un amuleto e una spada. Anche il mago malvagio Munkar li desidera e ne posside già due usandoli per scopi nefasti. Dopo aver ritrovato la spada, Deathstalker si unisce ad altri viaggiatori diretti ad un grande torneo fra guerrieri indetto da Munkar stesso per determinare il suo erede. Il mago si è infatti impossessato del regno detenendo la vera principessa prigioniera e pianifica di uccidere Deathstalker. L'eroe si ritroverà così a combattere per salvare le principessa e liberare il regno...

Opinione del Club: Il 1982 è l'anno di uscita di "Conan il Barbaro", il famoso film con Arnold Schwarzenegger che ricordò al grande pubblico l'esistenza del genere così detto "Sword and Sorcery". Era solo questione di tempo prima che cominciassero a fioccare imitazioni di più o meno valide.

Questo film è una delle prime, ed è la prima di quattro pellicole che narrano l'epopea di DeathStalker, che in questo film è un barbaro biondo e muscoloso dall'animo nobile che ricorda molto lo stesso Conan. Dico "in questa pellicola" perché nelle successive l'attore che interpretava il protagonista è più volte cambiato, e la connotazione del personaggio è stata a sua volta stravolta per adattarsi alle caratteristiche del nuovo attore. Lo stesso filone ha partorito anche una serie spin-off ("The Barbarian Queen") con all'attivo due film. Ma veniamo alla pellicola in quanto tale.

Siamo stati attratti da questo film sull'onda di un paio di pellicole come "The Barbarians" di Ruggero Deodato e "The Barbarian Queen", che avevamo visto poco prima. Finora il genere ci aveva donato trame semplici ma efficaci, costumi notevolmente artigianali, cattivi bizzarri e malvagi e soprattutto una notevole quantità di sboldre seminude, che non guasta mai. DeathStalker conserva molti di questi elementi, ma è indubbiamente inferiore a entrambi film precedenti: intanto i tampi narrativi sono peggio sistemati, cosicché il film risulta a tratti leggermente noioso e in generale un po'scialbo. Inoltre la trama è incredibilmente semplicistica (sta in un rigo: "raccogli tre artefatti magici e uccidi lo stregone malvagio") e soprattutto molto carente "a monte": in una delle scene iniziali, una fastidiosissima vecchia dice a DeathStalker di trovare i tre artefatti magici e uccidere il malvagio Munkar; lui risponde comprensibilmente che non ha nessuno motivo di farlo, manda in culo la vecchia e... Ovviamente parte subito alla ricerca del primo dei tre artefatti.

Il protagonista stesso peraltro non è certo un personaggio carismatico capace catturare l'attenzione su di sé in modo da "far dimenticare" allo spettatore le altre carenze del film: parla poco, agisce in modo prevedibile, incarnando perfettamente lo stereotipo del guerriero tutto muscoli e niente cervello e sembrando una copia non troppo ben riuscita di Schwarzy. Anche in "The Barbarians" i protagonisti erano piuttosto piatti, ma perlomeno ogni tanto agivano in modo idiota suscitando la nostra ilarità. Qui neanche questo: si vede che lo scopo era quello di fare un film epico, senza momenti comici che ne rovinassero l'atmosfera, ma non è certo uno scopo raggiunto in pieno.

A parte alcuni momenti che avevano effetivamente un po' di marcio-valore (la scenza in cui Munkar viene definitavemente battuto è uno dei momenti più anitclimatici della storia del cinema, ma citerei anche lo sgherro trasformato in sboldra, la scena dello stuprodromo, la rissa dentro lo stuprodromo e soprattutto i festeggiamenti finali con un misterioso, bellissimo omino che roteava intorno a un palo verticale) il film non si presenta neanche troppo marcio: certo, come è tradizione del genere molti dei costumi erano ai limiti del ridicolo, mentre gli effetti speciali erano piuttosto immondi, senza contare che alcuni dettagli ballerini
ci hanno arrecato gioia (Munkar aveva su una tempia un grosso tatuaggio che si sarà spostato dal lato destro al sinistro o viceversa tre o quattro volte durante il film) ma in definitiva sono guizzi in un film che in generale non ha molto da dire.

L'unica cosa che non delude è la presenza costante di sboldre seminude, ovunque e spesso in modo gratuito, una delle quali è la stessa attrice che interpreterà poi la regina barbarica. Il suo personaggio muore peraltro ingloriosamente poco prima di metà film, con nostro grande sconforto.

Insomma in definitiva un film piuttosto scialbo senza enormi guizzi di marciume, anche se non incredibilmente noioso. Consigliamo molto di più gli altri film della serie, in particolare il secondo che noi abbiamo trovato molto più marcio e divertente!

<The Redmage>


Voto del Club:


Qualità Cinematografica:

Livello di Marciume:


Hanno Detto:
"La storia era essenzialmente semplice: raccogli i tre artefatti e abbatti lo stregone, purtroppo soffre della tipica forzatura di cui soffre spesso una partita di D&D. Appaiono anche in questo film scene senza senso, poppe a non finire e omini che girano: se non era per gli omini che girano in effetti questo film andava nel dimenticatoio senza tanti rimorsi."
Winter

"Questo film non mi è piaciuto granchè: un po' banalotto, c'è la classica quest contro il mago cattivo e la mia personale amica Barbarian Queen muore senza gloria alla mezz'ora del film, poi il gorillone non è per niente carismatico, hanno provato a farlo troppo uguale all'altro mio personale amico Arnold Schwarzenegger [...] Il problema principale è che [questo film] si prende un po' troppo sul serio, il secondo capitolo è proprio un pezzo avanti."
Capitan Ano

Duro da uccidere

Titolo Originale: Hard to Kill.

Regia: Bruce Malmuth

Genere: Azione

Produzione: USA 1990

Durata: 92'

Cast: Steven Seagal, Kelly LeBrock, William Sadler, Bonnie Burroughs, Charles Boswell, Frederick Coffin, Branscombe Richmond, Andrew Bloch, James DiStefano, Dean Norris, Jerry Dunphy, Zachary Rosencrantz, Robert LaSardo, Geoffrey Bara

Trama: L'agente Mason Storm, integerrimo poliziotto e premuroso padre di famiglia, riesce una sera a procurarsi la registrazione di un colloquio tra alcuni poliziotti corrotti, un pericoloso boss della mafia e il senatore Vernon Trent. Tornato alla sua abitazione nasconde il nastro compromettente e si dedica al figlio e alla moglie, ma poco dopo un gruppo di assassini al soldo di Trent, irrompe e inizia a fare fuoco uccidendo sua moglie. Viene data la notizia che Storm è morto, mentre in realtà questi è in coma in un letto di ospedale, sotto falso nome. Sette anni più tardi, si risveglia e subito fa conoscenza con l'infermiera Andy Stewart ma soprattutto apprende che suo figlio Sonny è vivo. Anche chi lo voleva morto viene a conoscenza però del suo risveglio e tenta più volte di assassinarlo. Storm, determinato a vendicare la morte della moglie, inizia così una guerra contro i suoi carnefici...

Opinione del Club: Steven Seagal, l'eroe dei due mondi, è un integerrimo poliziotto ed un padre di famiglia amorevole, inoltre ha l'abitudine di entrare in alimentari pieni di rapinatori a cui gira le ginocchia ed i colli.

Ahimè, Steven è vittima di un agguato in cui la sua famiglia viene uccisa ed egli cade in coma per lunghi sette anni, durante i quali un'infermiera gli gestisce il look in maniera imbarazzante con pizzo lungo e baffi tipo Fu Manchu.
Mistero della fede: Steven risorge dalle ceneri come la più maestosa delle fenici strabuzzando e mandando in su  gli occhi e dopo una rocambolesca fuga dall'ospedale semi-paralizzato, che va ad anticipare di anni "Kill Bill", Steven si rifugia a casa dell'infermiera dove coraggiosamente si rimette in forze e si prepara a scassare tutto.

Cosa che effettivamente fa, ma solo dopo eccessive indagine troppo lunghe e fondamentalmente inutili per una trama che non interessa a nessuno, la cosa che vogliamo dal nostro eroe è la violenza genuina delle sue tentacolari braccia, ed alla fine siamo soddisfatti di Steven che scatena la sua vendetta dividendo la sana cattiveria tra piombo ed ossa rotte assaltando la magione del politico corrotto che per quanti sgherri possa avere non può far altro che contarli mentre soccombono sotto la furia paleolitica del comatoso Steven, che si riprende da sette anni di riposo forzato in circa sette minuti con bizzarri riti di agopuntura metafisica e testate.
Amorevole Steven quando nella villa del nemico lascia messaggi del tipo "anticipation of death is worst the death himself", per d'ora in poi Steven è definibile anche come Ambasciatore del dio della morte.

In sostanza questo film è assolutamente piacevole con un buon Steven magro ed in formissima essendo questo il suo secondo film, che fu, tra le altre cose, un successo al botteghino nel 1990. Tuttavia ha parecchi tempi morti ed altre volte in cui avremmo voluto vedere più ossa rotte invece ci concede solo poco piombo od ancora un sacco di elucubrazioni per la ricerca dell'assassino della moglie e del figlio, rimane il fatto che l'incontro casuale nell'alimentari è da antologia con una violenza assurda e l'assalto alla villa fanno lacrimare, ma la cosa che realmente abbassa di livello la pellicola è che l'anno primo Steven ha sfondato nel mondo del cinema con il capolavoro Nico e pochi mesi dopo "Hard to Kill" il capolavoro ancora più grosso "Programmato per uccider" con i quali questo film non regge sinceramente il confronto.

In conclusione un film da vedere per il divertimento che offre e per le solite assurdità, ma solo dopo i principali capolavori del maestro Seagal come "Nico", "trappola in alto mare" e "programmato per uccidere".
<Capitan Ano>


Voto del Club:


Qualità Cinematografica:

Livello di Marciume:


Hanno Detto: 
"Sicuramente è un buon film di Steven, senza particolari incongruenze di trama o parti noiose si va direttamente al sodo. Il nostro eroe che spezza arti, da sfoggio delle sue conoscenze di aikido e porta avanti la sua inesorabile vendetta contro i cattivi che gli hanno distrutto l'idillio familiare..."
Il Drugo

"Il film ha tutto quello che ci si può aspettare, dagli arti spezzati a Steven che, dopo anni di coma, torna come prima e anzi piu cattivo nel giro di pochissimo."
Al Pancione

[News] Recensione de La Polizia Incrimina, la Legge Assolve

Il commissario Belli, che indaga su un grosso traffico di droga tra Genova e Marsiglia, nel quale sono implicate due bande rivali, arresta un uomo, "il libanese", che potrebbe rivelarsi prezioso. Ignoti sicari, però uccidono quest'ultimo, per impedirgli di parlare, durante la sua traduzione in questura. Avendo intuito che nell'affare è coinvolto un potente e insospettabile industriale ligure, Belli riesce a convincere il suo più anziano e prudente collega, il commissario-capo Scabino, che su tale individuo ha raccolto già un importante "dossier" (ma gli mancano prove realmente decisive) a consegnarlo a chi di dovere...

Il CapitAno piomba su di noi come ogni mese con un film di un genere che lo entusiasma. Stavolta tocca al poliziottesco: di questa colonna del genere, con un Franco Nero in grande forma sul set e un Enzo G. Castellari inspiegabilmente ottimo alla regia, il nostro buon recensore mi ha parlato in maniera molto positiva in più di un'occasione. Purtroppo quando abbiamo finalmente visto il film nella tradizionale riunione del lunedì sera, io personalmente non c'ero, quindi non posso fare altro che lasciarvi alle pesanti parole del nostro CapitAno!
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