B-Movies e Cinema Trash


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Delitti Inquietanti

Regia: John Gray

Genere: Steven Seagal

Produzione: USA '96

Durata: 92'

Cast: Steven Seagal, Keenen Ivory Wayans, Bob Gunton, Brian Cox, John M. Jackson, Michelle Johnson

Trama: Jack Cole, recentemente trasferito dalla polizia di New York a quella di Los Angeles, e il suo nuovo partner Jim Campbell investigano un serial killer noto come "The Family Man", che crocifigge le proprie vittime e proprio per seguire il quale Cole si è fatto trasferire dalla grande mela. Le cose prendono una piega personale quando la ex-moglie di Cole diventa una delle vittime del killer. Ma quando Cole, in cerca di informazioni, contatta il suo vecchio superiore sotto l'esercito, Smith, si ritrova anche invischiato nelle trame della malavita di Los Angeles...

Opinione del club: Alla metà del anni 90' Steven esce dal flop di "Sfida tra i ghiacci" e poi dal rinnovato successo di "Trappola sulle montagne rocciose". La Warner, che ci crede tantissimo, investe di nuovo in Lui e non sarà l'ultima volta. In questa pellicola Steven, ma guarda un po', è un poliziotto cazzutissimo dal passato oscuro che è affiancato dal negro di turno, Keenen Ivory Wayans, nell'affrontare un serial killer che pensa bene di crocifiggere le proprie vittime dopo averle seviziate.

Wayans è un commediante di mestiere ha lavorato in varie sit com ma soprattutto nel 2000 creerà la saga di "Scary Movie" per cui credo campi ancora in ville d'oro massiccio. Insomma con il negro istrione al fianco di Seagal ci sono tutte le carte in regola per imbastire un bel buddy buddy movie a dispetto della serietà dell'argomento trattato.si comporta come si deve, fa partire le gag per compensare la violenza di Steven e per far sorridere un po' il pubblico con un po' di cliche da negro di strada e facendo il sentimentale commuovendosi a vedere Casablanca e si concede anche un bel paio di scene d'azione. Ovviamente però passa in secondo piano rispetto alla grandezza di Steven.

Questo film è fondamentalmente piaciuto a tutto il club, ma tutti sono stati concordi nell'identificare il grosso problema di questa scoppiettante pellicola d'azione: la trama.

Il signor John Gray gira con una certa dignità e ritmo questa pellicola dove però c'è fin troppa carne al fuoco e dopo una quarantina di minuti il filo che collega tutte le situazioni si spezza e lo spettatore comincia a fare confusione. Infatti ci si trova davanti al caso delle crocifissioni che volge in una direzione quasi del tutto opposta alla faccenda del cattivone di turno, Bob Gunton, invischiato con la mafia russa che comincia a perseguitare Steven quasi unicamente perchè rimane insensibile davanti alle sue offerte di corruzione. D'altronde rimane insensibile anche alla morte dell'ex moglie. Anche ai suoi figli che gli fanno le feste. Anche alle accuse di omicidio che gli vengono rivolte contro. Se vogliamo dirla tutta anche di fronte alla resa dei conti con il serial killer che tiene ostaggio un pretaccio, cosa che accade prima dello scoccare dei sessanta minuti di film.

Ma non è il solo elemento della trama che salta fuori: infatti anche il passato di Steven è preso in considerazione tramite un dialogo fra lui ed il super cattivo - il burattinaio della vicenda della mafia che tiene sotto scacco anche il cattivone - ma mai approfondito. Insomma dopo un po' non ci si capisce più un fondamentale cazzo.

Tuttavia non voglio far finta di essere qui a fare l'esperto tecnico, sono qui per tributare la grandezza incredibile di Steven che torreggia su tutto il film e tiene insieme questo pasticcio di trama.

Il nostro eroe esordisce risolvendo una crisi in una scuola dove un ragazzo smongola tendendo la sua classe ostaggio con una pistola, allorché Steven lo disarma volando su di esso sfondando la finestra volando oltre il cortile e piombando nel palazzo di dirimpetto sfondando un'altra finestra; e sono già lacrime. In seguito l'eroe dei due mondi sgomina un assalto della mafia russa tagliando le gole dei cattivi con il sapiente uso del bancomat gettando la folla - che saremmo noi - in visibilio.

Raggiunge uno dei suoi maggiori apici in carriera quando distrugge un ristorante in una rissa sfoderando anche battute di spirito degne del miglior Bruce Willis. Sicuramente questa rissa entra nella mia personale top five delle risse di Steven.

Non pago esercita la sua sana dose di cattiveria gambizzando il super cattivo per strappargli informazioni preziose.

Ma non è finita qui, infatti ci sarà una poderosa resa dei conti finale contro l'intera banda dei cattivi con sfuriate di piombo e botte da orbi che culminerà nella classica sfida al leader degli sgherri, John M. Jackson - che personalmente conoscevo per essere l'alto ufficiale in JAG - che finisce impalato su una cancellata.

Il film, ahimè, non andò molto bene al botteghino, tuttavia il contratto con la Warner non era ancora finito e Steven si concesse un'altra pellicola: "Fire down Below". Se volete sapere com'è andatevi a leggere la recensione.

Un film dalla trama incomprensibile e più ci si avvicina alla fine meno ha senso, tuttavia mi sento di consigliarlo per vedere all'opera uno dei migliori Steven prima della decadenza nell'inferno del direct-to-video. Ti amo Steven.
<Capitano Ano>


Voto del Club:


Qualità Cinematografica:

Livello di Marciume:

Hanno detto:
"Uno dei migliori di Steven. C'è tutto. Anche lo sperma di cervo. Non manca niente, c'è actione bizzarra e violenta, manate per motivi banali e cattivi bolliti ma soprattutto delitti inquietanti con tanto di gente crocefissa al muro della camera da letto. Come ricorda il CapitAno la scena del ristorante rimarrà una delle migliori sicuramente al pari di quella del mercato del pesce in 'Belly of the Beast'."
Psycomachius

"È un buon film contenente buone scene, come il bancomat e il ristorante, l'unica pecca che mi sento di lamentare è la trama un po' confusa nella quale la prima metà del film segue la storia di questo serial killer e poi ci se ne dimentica allegramente per passare alla mafia californiana. Per il resto comunque film divertente con Steven in grande spolvero che sgomina sgherri a destra e a manca e stima le tempistiche del rinnovamento degli interni. D'altra parte si sa che la trama non è così fondamentale quando c'è Steven."
The RedMage

"Che dire, c'è Steven, è violento, è giusto, è dalla parte dei buoni. Incredibile poi la scena del Bancomat, che sicuramente la critica vorrà interpretare come una denuncia alla società capitalistica e bancaria che uccide il popolo affamandolo... Ma Steven è Steven e fin quando farà trionfare la giustizia con sana violenza saremo tutti contenti e al diavolo il messaggio di fondo. Un peccato per la parte del Serial Killer, che ancora non ho ben capito cosa c'entri con la mafia."
Allen

Manos: the Hands of Fate

Regia: Harold P. Warren

Genere: Horror

Produzione: USA 1966

Durata: 74'

Cast: Harold P. Warren, Diane Mahree, Jackey Neyman, John Reynolds, Tom Neyman, Stephanie Nielson, Sherry Proctor, Robin Redd, Jay Hall, Bettie Burns, Lelanie Hansard

Trama: Un'allegra famigliola in vacanza si ritrova costretta a passare la notte in una vecchia casa sperduta nella campagna. Ad accoglierli solo il maggiordomo, Torgo, che funge da tramite tra i turisti e l'evanescente padrone di casa. Ma in realtà la casa è sede di un tempio dedicato al culto del malvagio dio Manos, e la famiglia dovrà difendersi da un terribile fato...

Opinione del Club: Ora, chiunque si intenda un minimo di film brutti dovrebbe aver sentito almeno parlare di questo film. Negli states, il film è stato oggetto di una puntata di uno show come il Mystery Science Theater 3000 che ne ha fatto un po' un oggetto di culto; in Italia, gente più famosa di noi, come per esempio Yotobi, ha dedicato al film una videorecensione. Il Club del Marcio non vuole essere secondo a nessuno. Se Yotobi, che assomiglia vagamente a Winter e del quale spero non condivida la psicopatia, è riuscito ad arrivare in fondo a questo film, pensavamo, di certo noi non saremo da meno.

Manos ci ha lasciato un po' delusi.

Da quando il DVD è entrato nell'apposito lettore, infatti, consci della fama che il film aveva, non abbiamo potuto fare a mano di aspettare che si scatenasse sullo schermo una vera tempesta di sterco degna dei peggiori orrori che abbiamo dovuto soffrire, qualcosa che facesse schizzare questo film oltre le pendici del monte di merda su sui arrancano Uwe Boll e Lamberto Bava, diretto verso l'olimpo escrementizio in compagnia di pellicole come "Dunyayi Kurtaran Adam", "La Croce delle Sette Pietre" e "Riti, Magie Nere e Segrete Orge nel Trecento".

Purtroppo però non è accaduto nulla di tutto questo. Il film è bruttarello, sì, e ha qualche momento marcio, però principalmente è solo noioso e se si escludono un paio di momenti non succedono neanche cose eclatantemente pacchiane o brutte. O meglio, sì, succedono, ma molto meno di quanto ci aspettassimo.

Cosa accade: per motivi assolutamente trascurabili dall'inconfondibile fetore di scusa, un felice nucleo familiare (marito, moglie, figlia e cane) si ritrova a passare la notte in questa casa, sotto la cura del servo del padrone di casa, Torgo. Torgo contribuisce a dare un certo elemento goblin al film, infatti cammina tutto torto e non sembra avere tutti i giovedì. In un lampante caso di come sia possibile farsi seriamente del male per motivi decisamente stupidi, per portare le protesi che lo facevano camminare male durante il film l'attore che interpretava Torgo pare sia rimasto zoppo per tutta la vita. Ma stiamo divagando.

Ricostruire la trama a partire da questo momento (minuto settimo) diventa un po' complicato. Principalmente si sveglia il padrone di casa che ha dei bei baffi e una tunica con fantasia a forma di mani ancora più bella. Il padrone non è molto contento della presenza degli ospiti e rimprovera Torgo, dove per "rimprovera" intendo dire "uccide", dove per "uccide" intendo dire "lascia che alcune sboldre gli ondeggino le mani davanti, poi gli appoggia una mano su un fuoco e gliela stacca". Non si capisce in quale punto del processo Torgo muoia. Qualche tempo prima si erano anche svegliate le mogli (plurale) del padrone e avevano immediatamente cominciato a picchiarsi in una delle sequenze di rissa peggio girate del cinema. Da notare che tutto questo avviene in una specie di tempio al dio Manos, che sembra essere eretto nel deserto, ma al quale si accede con tranquillità passando dall'entrata della cucina. Da questo punto in poi gli eventi vanno avanti in maniera confusa arrancando verso l'inevitabile finale a merda.

Laddove le scene precedenti siano piuttosto marce, il film soffre di una grossa pecca, ovvero, molte scene hanno una durata infinita senza alcun motivo preciso, come per esempio quella iniziale. Considerando la lunghezza già molto breve di questo film, oltre a essere noiose, queste scene significano anche che la quantità di eventi che effettivamente vediamo è molto bassa. La scena iniziale è l'unica che può essere più o meno scusata - o meglio, c'è un motivo ben preciso se è così, ed è che durante quegli interminabili panorami ci sarebbero dovuti essere i titoli di testa. Però, la postproduzione di questo film non è mai avvenuta, e quindi i titoli di testa non sono stati messi.

Vale la pena di scrivere una linea anche a proposito dell'orrida recitazione - anche se dopotutto non possiamo scordarci che questo resta un film a bassissimo budget degli anni sessanta, in cui il protagonista e il regista sono la stessa persona, per cui non è che ci si potesse aspettare chissà cosa da questo punto di vista.

Certo, ci sono stati alcuni momenti che ci hanno fatto divertire, come quando abbiamo visto per la prima volta qualcuno entrare in cucina e ritrovarsi in un tempio in mezzo al deserto, o l'intera sequenza che conduce alla morte di Torgo, passando per le due o tre volte che vediamo lo stesso poliziotto interloquire con una coppietta che pomicia allegramente pensando agli affari propri. Ma sono pochi e distanti l'uno dall'altro

Insomma, nonostante la pellicola sia indubbiamente brutta, non posso fare a meno di dire che come club ci aspettavamo molto di peggio (o di meglio, da un altro punto di vista) o forse semplicemente un altro tipo di brutto. Noioso e marcio non vanno molto d'accordo.

Una piccola curiosità: sia questo film che Troll 2 iniziano con una famiglia che viaggia sulla loro automobile, cantando con il loro pargolo "Row, row, row your boat gently down the stream". Da questo momento quando sentiremo quella canzone staremo in guardia.
<The RedMage>


Voto del Club:


Qualità Cinematografica:

Livello di Marciume:

Hanno Detto:
"No, non mi ha colpito molto, la recitazione era più zoppicante del povero Torgo e la trama non era comprensibile. Non parliamo poi del bizzarro culto di Manos in cucina (andiamo, chi mai non ha pensato di trasformare la propria cucina in un tempio di Manos?) [...] Un film lento, noioso e nemmeno troppo marcio, personalmente visto come era considerato, pensavo fosse migliore da vedere. Unica nota di merito va al bizzarro abito/vestaglia del padrone di casa...splendido."
Allen

"Bella merda, meno male durava poco. Torgo era un personaggio introspettivo."
CapitAno

Gli Eredi di King Kong

Titolo Originale: Kaijū Sōshingeki

Titoli Altternativi: Destroy All Monsters, Godzilla: Destroy All Monsters

Regia: Ishiro Honda

Produzione: Giappone 1968

Genere: Kaiju

Cast: Akira Kubo, Jun Tazaki, Yukiko Kobayashi, Yoshio Tsuchiya, Kyôko Ai, Andrew Hughes

Trama: In un distante futuro, il dottor Yoshida è riuscito a confinare tutti I mostri del mondo su una remota isola, dove un equipe di professionisti si occupa di mantenerli tranquilli. La base è però soggetta a uno strano incidente che causa la scomparsa dei mostri e dell'annessa equipe, e poco dopo le città della terra cominciano a essere nuovamente attaccate dalle gigantesche creature. Ben presto la verità dietro all'incidente diventa chiara: una razza aliena sta controllando le creature, e minaccia di usarle per distruggere l'intera umanità a meno che il genere umano non si arrenda ai loro progetti di conquista...

Opinione del Club: Questo film è uno dei classici del genere Kaiju, l'ottavo della serie che doveva, nei piani della Toho, chiudere la saga del lucertolone atomico. La cosa non è andata così e da allora Godzilla è apparso in una ventina di altri film, con nostra grande gioia.

L'idea alla base del film voleva essere di prendere tutti i Kaiju e sbatterli insieme nella stessa pellicola, e in effetti la lista di tutti i mostri presenti, anche solo per un cameo, è impressionante: Godzilla, King Ghidorah, Mothra (in forma larvale), Rodan, Kumonga, Angirax, Golosaurus, Manda, Minilla, Baragon... Da notare come, nonostante il titolo, King Kong non c'entri un beneamato ciufolo.

Il film tenta onestamente di avere una trama, con risultati abbastanza minimi. Quello che succede è che alieni del pianeta X (che per qualche motivo non provengono dal pianeta X nel doppiaggio americano) controllano i mostri e li usano per attaccare le città della terra. I terrestri successivamente distruggono il meccanismo di controllo cosicché i mostri si rivoltano contro gli Xiliani, e gli alieni chiamano il loro mostro, King Ghidorah, per sconfiggere Godzilla e i suoi amichetti.

Gli Xiliani si riveleranno poi essere una razza composta interamente da sassi. Ma stiamo divagando.

Non si può fare a meno di pensare che però in un film del genere la trama sia un aspetto secondario. Quello che una persona vuole da un film del genere è la possibilità di tirare fuori l'undicenne che alberga in ognuno di noi e lasciare che egli gioisca vedendo tizi in costumi di gommapiuma distruggere a pestoni modellini accuratamente preparati per lo scopo in un tripudio di miccette e finta distruzione. Non si può dire che questo manchi.

Molto spesso nei film di Kaiju c'è una lunga parte centrale nella quale si vedono pochi mostri e troppe chiacchiere, e "Gli Eredi di King Kong" non evade dall'equazione. Tuttavia la parte è resa più movimentata da una certa quantità di finta scienza (con un sacco di lucette come nella migliore tradizione di quegli anni), qualche onesta sparatoria, qualche mostro ogni tanto e un sacco di tute da astronauta gialle cosicché le cose alla fine funzionano alla fine molto bene, e il film scorre con facilità fino al suo glorioso climax in cui i mostri della terra combattono contro King Ghidorah e i malvagi alieni vengono finalmente sconfitti.

Le considerazioni sulla qualità e il marciume sono abbastanza le stesse fatte per altri buoni fil di kaiju. Ottime le scenografie, con la solita incomprensibile cura riposta nella creazione di modellini il cui destino è solo l'essere calpestati. Difficile da giudicare la recitazione, visto che il film è stato visionato doppiato (da me in inglese, dagli altri in italiano). Il doppiaggio inglese fa sì che tutti i personaggi abbiano esattamente un unico tono di voce, ma d'altra parte, questo è un problema abbastanza comune. Ottimi alcuni effetti speciali, meno bene altri, come per esempio la scena in cui un personaggio vola giù da un palazzo, che contiene uno dei più evidenti manichini che abbiamo mai visto.

Per quanto riguarda il marciume, come al solito l'effetto gommapiuma innalza di molto il livello. Ci si aggiunge poi una certa quantità di finta scienza, con panelli di lucette e fintissime spiegazioni (Rodan è mantenuto sull'Isola da un "muro magnetico"?). In generale il film non fa mancare nulla neanche da questo punto di vista.

In definitiva, il filme si presenta come ottimo nel suo genere, e un buon modo per introdurre qualcuno al genere Kaiju. Consigliato.
<The RedMage>


Voto del Club:


Qualità Cinematografica:

Livello di Marciume:

Hanno Detto:
"Questo film inizia benissimo e si conclude ancora meglio con un tripudio di mostri che combattono insieme contro quello sfintere di King Ghidora, apprezzabilissimo Angilas che combatte arditamente anche se è solo un porcospino di merda."
CapitAno

"Il film contiene la frase "Il drago di fiamme era in realtà un disco volante!" pronunciata come se fosse la cosa più normale del mondo. Ci siamo guardati e abbiamo fatto "Aaaaaaaahhh" in coro."
The RedMage

Killer Barbys

Produzione: Spagna '95

Genere: Horror

Durata: 87'

Cast: Santiago Segura, Mariangela Giordano, Aldo Sambrell, Charlie S. Chaplin, Silvia Superstar, Carlos Subterfuge, Angie Barea, Billy King, Pepa López, Alberto Martínez

Trama: In una notte di luna piena un uomo fugge spaventato e ferito; ben presto viene raggiunto da un signore anziano, di nome Arkan, che lo sgozza. Assistiamo subito dopo all'esibizione in un locale di un gruppo rock, i Killer Barbies. Finita la serata, i cinque componenti (tre uomini e due donne) decidono di partire per una nuova località in cui dovranno esibirsi, ma si perdono e finiscono impantanati nei pressi di un castello. Qui incontrano Arkan, il segretario della misteriosa Contessa von Fledermaus che vive nel castello, il quale li invita a passare lì la notte. Tre di loro accettano, ma un ragazzo e una ragazza rimangono nel furgone con l'idea di fare sesso tutta la notte. Ben presto però si dovranno rendere conto che quello che sembra un fedele segretario e un onest'uomo nasconde molti segreti, il più importante dei quali è che ha bisogno di sangue umano da dare alla Contessa per mantenerla eternamente giovane...

Opinione del Club: Questa non è una recensione tipica che si potrebbe trovare sul blog del club del marcio. Qui andrò contro i miei personali principi e finirò per citare delle nostre esperienze personali per raccontare le origini di quello che poi sarebbe diventato il club del marcio. Probabilmente non frega niente a nessuno il motivo per cui alla fine siamo giunti ad infestare come un virus il salotto dello Schioppo per tutto questo tempo con imbarazzante costanza, tuttavia "Killer Barbys" è un film che si lega a doppio filo con la nostra esperienza del brutto cinematografico e non posso parlarne senza tirare in ballo ciò che ha significato per noi.

In principio non era il marcio.

In principio c'erano dei ragazzetti, i più classici dei nerd che per vie traverse si trovarono nella cameretta dello Schioppo per scagliare dadi a troppe facce per far fare a personaggi che non esistono cose bizzarre. Come se fossimo nella bibbia. Un giorno, dopo troppe sessione liturgiche, un uomo disse basta, per una sera guardiamoci un film. Quell'uomo era il Presidente e sotto la sua egida cambiammo stanza della casa dello Schioppo. Non fu subito marcio, ricordo chiaramente che uno dei filmetti che vedemmo fu "Tenacious D and the Pick of destiny". Poi un giorno mentre bazzicavo da un amichetto lo vidi chiaramente sopra la sua televisione; frutto indecente di una collana horror in edicola presumibilmente condotta dalla "Hobby & Works": "Killer Barbys".

Infine fu il Marcio.

Il prototipo del club rimase folgorato sulla via da Jesus Franco grazie a quel cocktail di brutture mischiate insieme con criteri misteriosi: la rock band spagnola con la tipa in mutande che cantava e con un' altra che ballava altrettanto nuda che poi si scopre essere la loro manager e che chiava con il batterista per tutto il film finchè non viene decapitata scappando come mamma l'ha fatta indossando gioisi stivali argentati con i brillantini; quelle spasmodiche inquadrature della donnole impagliate vestite da chirichetto e del pendolo che suona; i nani negri vouyeristi e l'epica scena del furgone che si ferma e dalla foschia esce il maggiordomo con la diagnosi tecnica ed un invito al maniero della contessa Von Fladermaus.

Quella prima mezz'ora di proiezione socchiuse la porta che conduce nel grande universo dei film di merda.

In un misto tra stupore, disgusto e sana curiosità autopunitiva il protoclub continuò l'esplorazione di quella palude chiamata Killer Barbys e continuò ad incassare colpi di marcio sotto forma di dialoghi angoscianti; la contessa Von Fladermaus che sembra Carla Fracci con le poppe dell'Arcuri; il maggiordomo che riappare misteriosamente e spiega il background del maniero: "ma lo sapete che qui c'era un monaco satanista che ha preso una tizia, l'ha violentata ed uccisa ma siccome l'amava" - meno male l'amava - "l'ha riportata in vita con una pozione di sangue e sperma?".

92 minuti di applausi per questo spiegone.

Il reale problema è che nel corso del diabolico minutaggio i nostri sentimenti sono passati da "disgustati" passando per "contrastanti" a "inebriati" in un satanica escalation che ci ha fatto imboccare la strada della recidività del brutto. Siamo passati dall'insulto per gli animali impagliati, alla derisione per la pozione spermatica per poi arrivare alla standing ovation quando dal nulla un tipo della band spunta fuori dal bosco con uno schiacciasassi spiattellando uno sgherro.

In realtà a pensarci con il senno di poi Killer Barbys è un bel film di merda, ma ne abbiamo visti troppi infinitamente peggio sotto molti punti di vista sia di violenza, di perversione sessuale, di scarsezza registica ma soprattutto di noia. Per cui mi sentirei di consigliarlo, ma la cosa realmente importante è che questa pellicola al termine della sua ora e mezzo spalancò prepotentemente la porta del marcio e sotto la guida del presidente abbiamo levato l'ancora ed tutt'ora navighiamo fieri nel torbido oceano della merda. Grazie Jesus Franco, grazie "Killer Barbys".
<Capitano Ano>


Voto del Club:


Qualità Cinematografica:

Livello di Marciume:

Hanno detto:
"Protagonisti allucinanti e allucinati tra una banda di cantanti fattoni , maggiordomo sadico , contessa stile gallinavecchiafabuonabroda, redneck pervertiti e nani negri... Si confermano impareggiabili le sequenze: svelamento della bestia impagliata vestita da cherichetto e rimorchio della contessa."
Magneto

"Che filmone. In realtà se lo guardiamo bene è un film realizzato con il culo, davvero. Le apparizioni degli animali impagliati, tassi vestiti da chierichetti e inquadrature degne delle telecamere dell'ipercoop."
Winter

"Come non citare quando i ragazzi arrivati al castello tirano giù un telo e sotto c'è un castoro vestito da prete! E il maggiordomo accorre dicendo: "No! dovete rispettare il sacro!" e ricopre il castoro! Fantastico poi che due membri della band, il batterista e la manager topona, rimangono nel furgone invece di andare al castello e trombano per 20 o 30 minuti buoni del film, mentre due nani negri e un bifolco pazzo gli entrano nel veicolo e sostituiscono tutte le barbie appese con un volatile scheletrico senza che i due amanti se ne accorgano minimamente!"
Il Drugo

"Avendo già avuto la (s)fortuna di averlo visto in precedenza e -ahimé- di ricordarlo bene posso dire che tale marciume è diventata la mia pietra di paragone per tutte le trashate da quel momento in poi."
Felio

"Sangue e broda..."
PsychoMachius